Iran: fa leva su petrolio per avvicinarsi a Siria e Venezuela


Isolato in mezzo a una pandemia globale, l’Iran sta usando la propria expertise petrolifera ed energetica per ottenere favori e profitti da altre due Nazioni osteggiate dagli Stati Uniti: la Siria e il Venezuela.

L’Iran sta inviando parte del suo petrolio invenduto alla Siria in cambio di una maggiore influenza diplomatica nella regione, barattando la sua tecnologia di raffinazione del greggio con l’oro del Venezuela, hanno riferito persone vicine ai tre Governi.

Molto prima della crisi del coronavirus, il settore energetico dell’Iran era stato distrutto da anni di sanzioni. Avere rapporti internazionali con il Paese è stato considerato altamente nocivo da quando il presidente Usa, Donald Trump, ha reintrodotto le sanzioni statunitensi contro l’Iran quasi due anni fa. Più recentemente, il forte calo globale della domanda e dei prezzi del petrolio, unito alla diffusione del Covid-19, ha impedire ulteriormente all’Iran di ottenere vantaggi dal greggio.

A marzo, le consegne di greggio iraniano in Cina – il suo maggiore acquirente – sono crollate del 60%, rispetto al 15% dell’Arabia Saudita e della Russia, secondo i dati doganali cinesi. Secondo il tracker di spedizioni TankerTrackers.com, l’Iran ha spedito 7,9 milioni di barili in Siria – circa 255.000 barili al giorno – a marzo.

Il petrolio è una sorta di dono per il regime siriano di Bashar al-Assad mentre si trova ad affrontare una continua crisi finanziaria e politica, hanno detto alcune fonti. Teheran ha storicamente consegnato greggio alla Siria, con una linea di credito che non prevede rimborsi, hanno detto funzionari occidentali. La valuta siriana ha perso metà del suo valore dallo scorso autunno dopo il crollo economico del vicino Libano, il suo più grande partner commerciale. Gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni inasprite a dicembre. Il greggio iraniano sarà raffinato e trasformato in carburante per il mercato siriano e l’Iran spera di ottenere ricompense politiche ed economiche in cambio, secondo gli attuali ed ex funzionari petroliferi iraniani e una persona vicina al regime siriano.

L’olio donato potrebbe già aver generato dei vantaggi. Il ministro degli Esteri di Teheran, Javad Zarif, si è recato a Damasco il mese scorso, dove ha discusso del rafforzamento della cooperazione economica tra Iran e Siria. Recentemente all’Iran sono stati concessi contratti di esplorazione petrolifera nell’est del Paese, hanno detto gli attuali ed ex funzionari che si occupano del greggio.

L’afflusso di nuovi prodotti petroliferi arriva dopo che il Governo siriano ha annunciato domenica che stava deregolamentando il prezzo della benzina – che era stato precedentemente limitato – per le auto. Le mosse potrebbero aumentare le entrate del Governo.

L’Iran si è mosso anche verso il Venezuela, che è stato devastato dalle sanzioni e non è stato in grado di finanziare le importazioni di carburante. Il 23 aprile, il principale funzionario del Paese incaricato della raffinazione, Erling Rojas, ha annunciato che il Venezuela aveva ricevuto dall’Iran attrezzature usate per la trasformazione del greggio in carburante per rinnovare la sua raffineria di Cardon, una struttura da 310.000 barili al giorno.

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