Iran: Onu, uccisione per mano Usa di Soleimani è illegale


Un’alta funzionaria delle Nazioni Unite ha concluso che l’omicidio del comandante iraniano della Forza Quds, Qassem Soleimani, a gennaio da parte degli Stati Uniti, costituisce una violazione del diritto internazionale, affermando che Washington non ha fornito prove sufficienti sul fatto che il generale rappresentasse una minaccia immediata agli interessi americani.

Agnes Callamard, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, ha anche ritenuto illegali gli attacchi missilistici di ritorsione iraniani, avvenuti cinque giorni dopo, contro una base che ospitava truppe statunitensi in Iraq.

Come capo di un’ala clandestina del Corpo della Guardia rivoluzionaria islamica dell’Iran, responsabile delle operazioni militari all’estero, il generale Soleimani ha ordinato decine di attacchi in tutto il Medio Oriente, anche contro truppe e interessi americani. Gli Stati Uniti lo hanno designato terrorista nel 2005.

Dopo che gli Stati Uniti il 3 gennaio hanno colpito il convoglio del generale Soleiman a Baghdad con un drone, uccidendo lui e molti altri, i funzionari della Casa Bianca hanno dichiarato di aver agito per legittima difesa.

“Soleimani stava pianificando attacchi imminenti nei confronti di diplomatici e personale militare americani, ma l’abbiamo colto in flagrante e lo abbiamo ucciso”, ha annunciato il presidente americano, Donald Trump, il 3 gennaio.

Tuttavia, in una lettera presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l’8 gennaio, che ha costituito la base per determinare la legalità dell’attacco, gli Stati Uniti non hanno menzionato alcuna minaccia imminente e hanno indicato solo incidenti passati, secondo il rapporto di Callamard.

Molti degli attacchi citati sono stati condotti da milizie irachene finanziate e addestrate dall’unità della Guardia Rivoluzionaria guidata dal generale Soleimani, ma il rapporto dell’Onu afferma che il sostegno a tali gruppi non costituisce un attacco armato da parte dell’Iran. Altri incidenti includono attacchi iraniani contro navi nel Golfo Persico e contro impianti petroliferi sauditi, in cui nessuno degli obiettivi è americano.

Il rapporto afferma, inoltre, che l’uccisione del generale Soleimani ha violato l’integrità territoriale dell’Iraq.

Si tratta del primo incidente in cui uno Stato membro delle Nazioni Unite invoca l’autodifesa per giustificare un attacco contro un attore statale, piuttosto che contro gruppi militanti non statali, nel territorio di un’altra Nazione, conclude il rapporto.

fux