Isagro: 13,9 mln perdita 2019 (+0,4 mln in 2018)


Grafico Azioni Isagro (BIT:ISG)
Intraday

Giovedì 7 Maggio 2020

Isagro ha chiuso il 2019 con una perdita pari a 13,9 milioni di euro (rispetto all’utile di 0,4 milioni del 2018 ri-esposto).

I ricavi consolidati, spiega una nota, sono stati pari a 105,4 milioni di euro (rispetto ai 124,8 mln del 2018), l’Ebitda consolidato è negativo per 2,6 milioni di euro (rispetto al valore positivo di 9,3 milioni del 2018). Il Free cash flow è positivo per 15,2 mln, mentre i debiti finanziari netti al 31 dicembre 2019 ammontano a 34,4 mln euro.

Isagro, dopo aver già comunicato in passato la propria decisione strategica di non investire più nella ricerca e sviluppo di nuove molecole di origine chimica, sta attivamente lavorando a un nuovo modello strategico che avrà un focus specifico sullo sviluppo di posizioni di mercato e prodotti di origine biologica, anche attraverso operazioni di crescita per linee esterne. Tale ridefinizione del modello di business sarà finanziata tramite operazioni di natura straordinaria volte a fare emergere, attraverso la cessione di selezionati asset chimici, componenti di valore che al presente non risultano adeguatamente espresse e sarà accompagnata dalle necessarie misure di ridefinizione organizzativa e di struttura.

L’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato che Isagro ha la capacità di inventare nuovi prodotti/molecole di origine chimica ad elevato potenziale di mercato ma non dispone della scala per garantire una adeguata estrazione di valore da tali invenzioni, in un contesto esterno che ha visto l’incremento dei costi/tempi per lo sviluppo di nuove molecole di origine chimica e una parallela forte concentrazione nella Industry degli operatori basati sul discovery. In tale quadro, Isagro ritiene di potere creare valore per i propri Stakeholder con maggiore efficacia concentrando il proprio sviluppo strategico nel comparto dei prodotti di origine biologica, settore in crescita e nel quale la dimensione media degli operatori è largamente inferiore a quella del comparto della chimica, con la possibilità di sviluppare il portafoglio prodotti già esistente e di procedere a selezionate operazioni di

acquisizione. Peraltro, specifici prodotti di origine chimica saranno mantenuti in portafoglio in una logica di integrated crop management e/o di cash-cow.

In coerenza con la ridefinizione del modello di business: il 27 dicembre 2019 è stata completata la cessione della società interamente controllata Isagro Asia al prezzo di 52,1 milioni di euro, già al netto della withholding tax, dei quali 46,2 mln incassati al Closing e ulteriori 2,7 mln nel corso del mese di aprile 2020; successivamente alla chiusura dell’esercizio 2019 il Cda di Isagro ha approvato l’accettazione di un’offerta vincolante della società nord-americana Fmc Corporation, divenuta effettiva la sera del 5 maggio in seguito alla comunicazione dell’approvazione da parte del Board di Fmc, per l’acquisto da parte di quest’ultima del Fluindapyr al prezzo di 55 milioni di euro, a fronte di un valore di libro consolidato per Isagro al 31 dicembre 2019 di 25,2 milioni di euro. Il Closing, con il contestuale pagamento del prezzo su indicato, è previsto aver luogo entro il 30 settembre ed è soggetto, in particolare, alla autorizzazione dell’Antitrust europeo e alla stipula di specifici accordi commerciali.

Con riferimento all’anno in corso, Isagro si attende, prima dei possibili effetti derivanti dalla recente crisi sanitaria mondiale, un livello di vendite di prodotti e servizi sostanzialmente in linea con quello del 2019. Appare peraltro confortante che i dati preconsuntivi del primo trimestre 2020 indicano una crescita delle vendite di prodotti e servizi di oltre il 10% rispetto al primo trimestre del 2019. Il Risultato netto atteso nel 2020, a sua volta, dipenderà in misura determinante da operazioni straordinarie coerenti con il processo di ridefinizione del modello di business, soprattutto la cessione del Fluindapyr il cui Closing è previsto aver luogo entro il 30 settembre.

In relazione ai possibili effetti della crisi sanitaria mondiale Covid-19, l’attuale incertezza sull’andamento di molteplici variabili che potrebbero avere impatti anche sul mercato degli agrofarmaci (tra cui la durata effettiva e l’intensità della fase di emergenza, gli effetti delle politiche monetarie e fiscali sul reddito spendibile e la domanda a livello globale e l’andamento dei prezzi delle commodity agricole) rende ardua l’effettuazione di stime precise. In tale quadro di incertezza e al meglio delle informazioni attualmente disponibili, Isagro stima un rischio massimo di impatto per il 2020 fino a 8 milioni di euro di minori

vendite, fino a 3 milioni di euro di minori margini/Ebitda, fino a 2,7 mln euro di minor Risultato Netto (corrispondente al rischio massimo di impatto sul Patrimonio Netto) e fino a 0,7 mln di maggior Pfn a debito, già al netto delle variazioni del capitale circolante, e per il 2021 fino a 12 mln euro di minori vendite, fino a 4,5 mln di minori margini/Ebitda, fino a 4,3 mln di minor Risultato Netto (corrispondente al rischio massimo di impatto sul Patrimonio Netto, aggiuntivi rispetto al rischio massimo di impatto sul Patrimonio Netto indicato per il 2020) e fino a 3,3 mln di maggior Pfn a debito (aggiuntivi rispetto al rischio massimo di impatto sulla Pfn indicato per il 2020), già al netto delle variazioni del capitale circolante.

com/sda

susanna.scotto@mfdowjones.it