Italia-Cina, dal dossier Huawei alla nuova via della Seta: le divergenze Lega- M5S

Due dossier con ripercussioni sui rapporti tra Italia e Cina e, in seconda battuta, su quelli Italia-Stati Uniti e Italia-Ue. Due dossier che, allo stato attuale, registrano posizioni distanti all’interno della maggioranza giallo verde. Da una parte il rapporto con Huawei, il colosso delle telecomunicazioni cinese che si è fatto avanti per sviluppare la rete 5G in Italia. Dall’altra la via della Seta, il mastodontico progetto infrastrutturale lanciato dal presidente Xi Jinping, a cui l’Italia, prima tra i paesi del G7, potrebbe aderire già a fine mese.

L’interesse di Huawei per la rete 5G
Nei confronti della compagnia di Shenzhen, i Cinque Stelle non sono contrari, al contrario del Carroccio che invece non vede di buon occhio il coinvolgimento di Huawei nella partita di quello che si annuncia come il prossimo standard dell’internet veloce. La Lega ha presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico, il pentastellato Di Maio, nella quale ha chiesto l’attivazione del Golden power, in vista della gara per la sperimentazione del 5G in cinque città italiane (Milano, l’Aquila, Bari, Prato e Matera). Di Maio ha annunciato che il ministero istituirà una struttura per monitorare la sicurezza dei dati trasferiti attraverso la rete di quinta generazione. La scelta di aprire ai cinesi non sarebbe apprezzata dagli Usa, contrari ad aprire a tecnologie provenienti dalla Cina. Il timore è che Pechino se ne serva per attività di spionaggio. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha prospettato ritorsioni nei confronti di chi dovesse aprire le porte a Huawei.

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