Italia seconda in Ue per numero di parlametari, ma con la riforma scende al 5° posto

La proposta di legge costituzionale sul taglio di deputati e senatori, approvata da Palazzo Madama in prima lettura, potrebbe cancellare un record dell’Italia in Europa: quello del parlamento più “popolato”. Ad oggi 941 membri (630 a Montecitorio e 315 a Palazzo Madama senza contare i senatori a vita), secondo solo al Regno Unito, che però guida la classifica unicamente per il peso della Camera dei Lord, i cui 792 membri, tuttavia, hanno un status particolare: non sono elettivi, restano in carica a vita e non hanno una retribuzione fissa (ma solo diarie e limitati rimborsi spese).

Gli effetti della riforma
La riforma con il taglio dei parlamentari, se andrà in porto, è destinata a rivoluzionare la classifica. Camera e Senato italiano scenderebbero a 600 seggi (400 Montecitorio e 200 Palazzo Madama), superati, oltre che dal Regno Unito (650 membri della House of Commons e 792 Lord), da Francia, Germania e Spagna e seguiti dalla Polonia: a Parigi siedono 577 deputati all’Assemblea nazionale e 348 senatori, a Berlino il Bundestag è composto da 709 membri mentre il Reichstag da 69; in Spagna invece siedono nel Congreso in 350 e al Senado in 266.

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