Italia-Vaticano, anniversario “freddo” del Concordato

È un rito annuale, che in tempi normali avrebbe un suo svolgimento fisiologico fatto di rapporti e relazioni, tra spumante e tartine. Ma i tempi non sono normali. E così il ricevimento per la commemorazione della firma dei Patti Lateranensi – quest’anno è un anniversario a cifra tonda, 90 anni – assume un significato particolare: è la prima volta che il governo giallo-verde (Matteo Salvini non dovrebbe andare e Luigi Di Maio è incerto) incontra i vertici della Chiesa cattolica, dalla Santa Sede alla Cei. Non ci sarà il Papa, naturalmente – ma certamente il suo “vice” il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin – ma come sempre sarà presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Tra le due sponde del Tevere c’è, dall’insediamento dell’esecutivo, un’oggettiva freddezza, e i temi di frizione sono diversi, ma su tutti spicca quello sui migranti. Più sullo sfondo altre questioni più economiche, come la recente sentenza Ue sull’Ici relativa alle scuole cattoliche e il tentativo (forse sventato, ma ancora deve essere formalizzata la marcia indietro) di stangare le organizzazioni no profit facendo pagare per intero l’Ires.

L’incontro di Conte con il Papa e i tentativi di Salvini dentro le mura leonine
È un «momento freddo» nei rapporti tra Santa Sede e governo italiano, «ma qualche contatto c’è» ha detto Andrea Riccardi, storico del cristianesimo e Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, in un incontro organizzato nei giorni scorsi dalla sala stampa estera a Roma, sottolineando a titolo di esempio che «sul grande tema dei migranti la Chiesa di Papa Francesco ha una posizione molto diversa dal governo italiano». La freddezza è via via emersa sia prima che dopo la formazione del governo Conte: dalla sponda grillina ogni tanto si tuona contro la Chiesa che non pagherebbe le tasse, e da quella leghista si invita il Papa ad accogliere i migranti dentro il Vaticano (cosa che in effetti un po’ fa). Il premier è stato ricevuto dal Papa poco prima di Natale in udienza privata: Conte ha un passato cattolico (è stato allievo a Villa Nazareth), ma per il resto l’esecutivo non ha esponenti che abbiano un qualche vissuto nel mondo cattolico o nell’associazionismo di base, a parte forse il sottosegretario pentastellato Vincenzo Spadafora. Un incontro ci sarebbe stato dentro le mura leonine sempre a inizio anno tra Matteo Salvini, accompagnato da Giancarlo Giorgetti (anche il dossier Stato-Chiesa è sul suo tavolo, tra gli altri…), con il cardinale Angelo Becciu, già Sostituto della Segreteria di Stato e ora a capo del dicastero dei santi, che cerca di tenere i contatti con la politica italiana ma senza alcuna delega da Francesco, che su queste questioni si affida a Parolin o al presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti. Certamente la Lega ogni tanto agita il vessillo dell’identità cristiana tanto da avere contatti con il cardinale ultraconservatore e ultraoppositore di Francesco, Leo Burke.

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