La Chiesa non deve mai diventare casa di affari perché la redenzione di Gesù è sempre gratuita


La Chiesa non deve mai diventare casa di affari perché la redenzione di Gesù è sempre gratuita 

di ANDREA FILLORAMO

Papa Francesco più volte si è scagliato duramente contro i tariffari per le celebrazioni fissati da quelli che ha definito “preti affaristi.

“Quante volte – ha affermato Bergoglio – vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la messa”. Il Papa non ha esitato a definire tutto ciò una vera e propria “corruzione che scandalizza il popolo”, aggiungendo che “le Chiese non devono mai diventare case di affari perché la redenzione di Gesù è sempre gratuita”. “Questo è peccato di scandalo“, ha concluso il Papa, dopo aver ribadito: “Ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un prete attaccato ai soldi e un prete che maltratta la gente”.

Non sono pochi i preti, da quel che mi risulta, che fanno orecchi da mercante a questo pressante invito del Papa e, per tal motivo, anche la Congregazione per il clero, forse perché costretta dalle lagnanze dei fedeli che, anche in assenza di un tariffario pubblico che sarebbe un’aperta contestazione nei confronti del Papa, rilevano l’eccessivo “costo” di alcuni sacramenti imposto, da parte di alcuni parroci, mette nero su bianco e in una “Istruzione” riafferma la proibizione di chiedere o imporre soldi ai fedeli.

Nello stesso documento, approvato da Bergoglio, che porta il titolo: “La conversione pastorale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa” nel…