La frenata cinese fa tremare i mercati delle materie prime


La frenata cinese fa tremare i mercati delle materie prime

Turismo, trasporti e beni di lusso sono in prima fila tra i settori a rischio coronavirus. Ma nessun mercato dipende dalla Cina quanto quello delle materie prime, per cui il gigante asiatico rappresenta in assoluto la maggiore fonte di domanda, con una percentuale dei consumi mondiali che per molti prodotti – soprattutto metalli, ma non solo – supera il 50 per cento.Per il petrolio l’incidenza è minore (circa il 10%), ma Pechino oggi ha superato di gran lunga gli Stati Uniti nella classifica degli importatori di greggio, diventando prima al mondo, con una media di 10,12 milioni di barili al giorno l’anno scorso.Se il gigante asiatico si ferma, anche per breve tempo, per chi produce commodities sono dolori. Lo sa bene l’Opec, che in risposta all’epidemia starebbe già valutando se prolungare e magari accentuare il taglio della produzione di petrolio. E lo sanno bene gli investitori che…

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