La globalizzazione cambia pelle: addio delocalizzazioni e bassi salari

Per anni, Davos e il suo Forum sono stati il santuario della globalizzazione, il luogo in cui si celebrava l’integrazione globale e si tracciava la mappa del suo futuro. L’umore generale alI’ultimo Forum, tuttavia, è apparso molto meno effervescente che nelle ultime edizioni e anche il suo titolo – “Globalizzazione 4.0” – suona assai più come un vago auspicio, piuttosto che una predizione. Gli studiosi più pignoli, come Richard Baldwin, peraltro, di fasi della globalizzazione ne individuano solo tre, con la terza ancora – precariamente – in fasce. La prima, ormai secolare, è quella del commercio. La seconda è quella della dislocazione spinta di intere fasi della produzione, che ha dato origine alle “catene globali del valore”,  con il 70 per cento degli scambi globali fatto di prodotti intermedi che saltano da una frontiera all’altra sulla strada verso la veste finale: high-tech a caccia di bassi salari. La terza…
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