La nostra costituzione, dai padri costituenti ai nipoti populisti

Ed ecco la Costituzione a Cinque stelle, da approvarsi con il supporto remissivo e indolente dei voti della Lega, il partito del pragmatismo amministrativo e del disinteresse istituzionale. Nessun disegno, solo misure sparse. Spicca l’infiltrazione espansiva nel nostro sistema della sovranità legislativa popolare, addirittura prevalente, in caso di contrasto, sulle prerogative delle Camere.

Una democrazia inedita, sperimentale, figlia di una contraddizione vivente: un ministero, ed un ministro, ad un tempo per i rapporti con il parlamento e per la democrazia diretta. Per il parlamento, ma contro il parlamento. Una contraddizione vivente, ma non casuale. Lo strumento, l’apparentemente banale sforbiciata al numero di deputati e senatori; il fine, lo specchietto per le allodole di una democrazia che non costa.

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