L’aereo più grande del mondo è salvo. Emirates compra 36 Airbus A380

MILANO – L’aereo più grande del mondo è salvo. Emirates ha ordinato ad Airbus 36 A380, il jet in grado di trasportare fino a 850 persone, evitando la chiusura del programma ventilata nei giorni scorsi dal consorzio europeo. L’operazione vale circa 16 miliardi e garantisce un bel sospiro di sollievo anche a diverse imprese italiane: Leonardo produce un pezzo della fusoliera (pari al 4% dell’intera struttura) nella fabbrica di Nola dove lavorano 850 persone, Avio aereo fornisce componentistica per i motori Rolls Royce mentre altre realtà più piccole lavorano nell’indotto.
L’A380 è stato concepito e progettato a inizio millennio con un’idea chiara: costruire un aereo molto più grande e capiente del normale come risposta al congestionamento degli aeroporti più trafficati, dove i diritti di imbarco sono contingentati. La strada opposta rispetto a quella seguita dalla rivale Boeing che ha scelto la strada dell’economia, lanciando con il suo Dreamliner un mezzo più leggero grazie al materiale composito di parte del jet.
Dopo un buon successo iniziale, il gigante dell’Airbus ha iniziato un po’ a segnare il passo: gli ordini hanno cominciato a languire, le linee di produzione ad Amburgo funzionavano a mezzo servizio, i modelli più vecchi non trovavano compratori una volta dismessi dai loro primi proprietari, complici i costi di gestione e la necessità di imbarchi ad hoc negli aeroporti. Il programma iniziale prevedeva la costruzione di 600 A380. Ad oggi ne sono stati consegnati 222 di cui 100 proprio alla Emirates. E senza l’intesa con Dubai, Airbus era pronta a staccare la spina.
“Ora invece continueremo a lavorare sul modello almeno per altri dieci anni” ha detto entusiasta Eric Lehay, un po’ il padrino del progetto, il venditore numero uno nel settore del trasporto aereo che corona alla vigilia della pensione con questo “colpaccio” una carriera durante cui ha venduto velivoli per mille miliardi. Una volta garantita la sorpavvivenza dell’A380, infatti, è probabile che molti altri vettori, specie in Cina, possano sbloccare nuovi ordini, in stand-by in attesa di certezze sul futuro.