L’appello dei costituzionalisti: sull’autonomia differenziata decida il Parlamento

Dopo il diretto interessamento del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che nei giorni scorsi ha incontrato i presidenti delle Camere, sul fronte delle intese sul regionalismo differenziato tra il governo e le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna scendono ora in campo trenta costituzionalisti di cui tre presidenti emeriti della Corte costituzionale (Francesco Amirante, Francesco Paolo Casavola, Francesco Tesauro): l’obiettivo dell’appello è sempre lo stesso, ossia far sì che la ratifica parlamentare delle intese non sia meramente formale. Le intese devono insomma essere emendabili.

«Siamo fortemente preoccupati per le modalità di attuazione finora seguite nelle intese sul regionalismo differenziato e per il rischio di marginalizzazione del ruolo del Parlamento, luogo di tutela degli interessi nazionali – scrivono i trenta costituzionalisti nel loro appello -. Le ulteriori forme di autonomia non possono riguardare la mera volontà espressa in un accordo tra governo e regione interessata, avendo conseguenze sul piano della forma di Stato e dell’assetto complessivo del regionalismo italiano».

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