Le Borse proseguono la fase positiva. L’Italia alla prova dell’inflazione

MILANO – Avvio cauto per le Borse europee, che rimangono comunque nel solco di un trend ormai ampiamente positivo per tutti i mercati dall’inizio dell’anno, con un inizio 2018 molto tonico, il migliore da dodici anni. Milano segna un avvio piatto (-0,02%). Anche se orfana del riferimento di Wall Street, ieri chiusa per festività, Tokyo ha vissuto una seduta tutta in rialzo, con il Nikkei che ha terminato guadagnando l’1%.
Sul mercato valutario, il dollaro continua a perdere terreno sullo yen, ai minimi in 4 mesi, a un valore di 110,80, mentre la divisa nipponica è stabile sulla moneta unica a 135,90. La valuta Usa si rafforza invece leggermente sull’euro, che viene scambiato a 1,222 sul dollaro, in lieve calo rispetto a ieri. Da segnalare il crollo delle criptovalute di queste ore, per la stretta che si profila da parte della Cina.
A Piazza Affari c’è ancora Fca sotto i riflettori, con l’ad Marchionne che ieri ha parlato a cavallo della chiusura dei mercati, assicurando che lo spin off di Marelli avverrà entro la fine di quest’anno e ribandendo che la società non è in cerca di alcun partner industriale.
Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi apre poco mosso a 140 punti, contro i 141 punti della chiusura di ieri. Il rendimento si attesta all’1,992%. Il differenziale spagnolo segna 94 punti per un tasso all’1,516%.
Tra i dati macroeconomici attesi, l’Istat diffonde i dati sull’inflazione a dicembre e commercio estero e i prezzi all’import a novembre. L’aggiornamento sull’andamento dei prezzi arriva anche dalla Germania, dove l’inflazione a dicembre si conferma allo 0,6% mensile e all’1,7% tendenziale, secondo i dati definitivi dell’istituto federale di statistica Destatis. Nel complesso del 2017, l’inflazione tedesca è cresciuta dell’1,8% rispetto alla media registrata nel 2016.
Salgono infine le quotazioni del petrolio Wti sul mercato after hour di New York con i contratti sul greggio con scadenza a febbraio che guadagnano 25 centesimi a 64,52 dollari al barile rispetto alle quotazioni di venerdì (ieri niente contrattazioni per la festività del Martin Luther King day). OAS_RICH(‘Bottom’); Scende però di 25 centesimi il prezzo del Brent a 70,1 dollari al barile. Quotazioni dell’oro poco mosse sui mercati asiatici ed ancora vicino ai massimi da 4 mesi a 1.341,3 dollari l’oncia con un rialzo dello 0,1% sul prezzo della vigilia.