Le funzioni parlamentari “compresse” e la voglia crescente di inchieste delle Camere

La “compressione” delle funzioni parlamentari classiche, secondo il linguaggio misurato ma dirimente del presidente Mattarella, appartiene ai fenomeni oggettivi, acquisiti, non discutibili. Quelli che non tollerano negazionismi. Tocca un procedimento legislativo oramai estraneo alle Camere, per quantità e ancora più per qualità, che si esaurisce nel clic di un voto di fiducia al governo; le funzioni ispettive e di controllo soffrono la concorrenza dei nuovi mezzi di comunicazione, che accarezzano la bulimica ricerca di consenso dei nuovi leader politici, senza l’ingombro delle opposizioni. I grandi dibattiti di indirizzo sulle decisioni non legislative sono ricordo di un passato lontano. Tutto si decide tra un paio di persone, al di là dei ruoli formali. A soffrirne, un concetto di sovranità popolare mai così sbandierato e mai così umiliato, frainteso. Spezzettato: il popolo sono i propri elettori.

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