Le mani delle mafie sul trasporto dei prodotti made in Italy, un business da 120 miliardi

Le mani delle mafie sul settore dei trasporti, un sistema imprenditoriale che da solo vale 120 miliardi di euro di fatturato. Un business da capogiro su cui si concentrano le attenzione di ’ndrangheta, camorra e cosa nostra, che sfruttano il brand Made in Italy per gestire la logistica – soprattutto ortofrutticola – non solo in Italia ma anche in Europa. «La criminalità organizzata – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – esercita il proprio controllo lungo tutta la filiera, provocando alle imprese agricole danni diretti e indiretti che minano profondamente la loro competitività, compromettendo fortemente la qualità e la sicurezza dei prodotti e quindi indirettamente l’immagine e il valore del Made in Italy».

Le infiltrazioni criminali nell’economia agricola
Anche il tema dei trasporti è stato al centro dell’incontro organizzato dall’Università Luiss e da Confagricoltura. Un dibattito cui hanno preso parte, tra gli altri, Paola Severino, vice presidente della Luiss; Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia; il ministro dell’Interno Matteo Salvini; Alessandra Pesce, sottosegretario ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo; Jacopo Morrone, sottosegretario ministero della Giustizia; Francesco Minisci, presidente Associazione nazionale magistrati e Angelo Agovino, comandante unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri.

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