Le possibili conseguenze per l’Italia, dall’Ue alla Libia al G7

Un “crescendo di provocazioni”: così fonti istituzionali che vogliono mantenere l’anonimato hanno definito le ultime prese di posizione del Governo italiano nei confronti di Parigi. Provocazioni che ora rischiano di rendere molto più difficile il lavoro politico diplomatico su numerosi dossier da quelli europei su economia e migranti a quelli per la stabilizzazione del Mediterraneo e per l’attuazione della road map sulla Libia per il necessario coinvolgimento della Cirenaica controllata dal generale Haftar, dossier che il ministro degli Esteri francese Le Drian conosce alla perfezione. Ripercussioni possibili anche sul dossier migranti e sui temi della presidenza francese del G7 che si terrà a Biarritz a fine agosto.

Prime conseguenze
Il primo risultato è che le consultazioni tra i segretari generali del Quai d’Orsay e della Farnesina sui temi di comune interesse previsto per domani è stato immediatamente annullato. Erano mesi che i rapporti tra Roma e Parigi erano tesi ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato certamente l’appoggio eclatante dei Cinque stelle ai Gilet gialli così come l’attacco sul franco dei Paesi africani senza contare alcune volgarità come quella del sottosegretario agli Esteri Di Stefano che ha parlato di un «Macron vittima del complesso del pene piccolo». Certo, non sono mancate neppure forti tensioni sul piano economico come quelle su Fincantieri e sulla Tav ma quelle rientravano nella criticità del dialogo tra aziende che tra i due cugini d’Oltralpe ci sono sempre state.

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