Legittima difesa, pressing di Salvini: legge entro marzo

«L’accordo è chiuso con i Cinque Stelle sulla legittima difesa: entro marzo sarà legge. Su questo non ho dubbi». Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in conferenza stampa alla Camera, è tornato a ostentare sicurezza sui tempi di approvazione del ddl sulla legittima difesa malgrado i mal di pancia in casa M5s. Il ddl torna in commissione giustizia alla Camera martedì dopo il rinvio chiesto dalla stessa Lega per motivi tecnici. Il provvedimento non convince del tutto il M5S, molti lo vedono come un altro cedimento all’alleato di governo. E al Senato (dove il provvedimento dovrà passare per l’approvazione definitiva) c’è il rischio che i numeri non siano sufficienti.

Lo scontro con le toghe
All’indomani del rinvio si era acceso lo scontro con le toghe. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, ha rivelato di sperare in un rinvio sine die perché la norma avrebbe «gravi profili di incostituzionalità». La replica dell’Interno non si è fatta attendere: «Le dichiarazioni dell’Anm sono di una gravità assoluta, non spetta a un magistrato dire quale legge bisogna fare e non fare». E dalla sua parte si è schierato il Guardasigilli Alfonso Bonafede del Movimento 5 stelle: «La legge la condividiamo e riteniamo debba andare avanti».

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