Libia: Sarraj e Haftar a Mosca per firmare cessate il fuoco

Il primo ministro del Governo di Accordo Nazionale libico, Fayez al Sarraj, e l’uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, sono attesi oggi a Mosca per la firma dell’accordo di cessate il fuoco, che è entrato in vigore ieri dopo che Turchia e Russia, lo scorso 8 dicembre avevano proposto tale data per la fine degli scontri armati.

Haftar, che sta conducendo una campagna militare per la conquista del Paese dal 2014, ha lanciato un’offensiva nell’aprile dello scorso anno per appropriarsi della capitale libica Tripoli, che è controllata dal Governo di Accordo Nazionale, appoggiato dalle Nazioni Unite e dai gruppi armati alleati.

Sia Sarraj che Haftar hanno annunciato separatamente un cessate il fuoco, che è iniziato ieri a mezzanotte. Se reggerà, la pausa nelle ostilità fornirebbe sollievo ai libici dopo che combattimenti hanno causato la morte di oltre 2.200 persone, secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite.

Una serie di crisi in Libia, dalla caduta di Moammar Gheddafi nel 2011, hanno trasformato il Paese in una base per le migrazioni in Europa, consentendo allo Stato islamico di stabilirvi un punto d’appoggio.

A dimostrazione della tensione in atto nel Paese, il Governo di Tripoli ha accusato le forze di Haftar di aver violato la tregua, poche ore dopo la sua entrata in vigore, accusandole di aver colpito le proprie forze paramilitari in due località vicino alla capitale libica.

La pausa dei combattimenti è arrivata dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, avevano chiesto il cessate il fuoco dopo un incontro avvenuto sabato a Mosca. Putin e il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, inoltre, avevano lanciato un appello congiunto per una tregua dopo una riunione tenutasi mercoledì scorso.

Si prevede che il cessate il fuoco non cambierà la dinamica generale della crisi in Libia, dove i combattimenti hanno raggiunto un crescendo nelle ultime settimane mentre gli Stati stranieri hanno aumentato il supporto militare a entrambe le parti del conflitto negli ultimi mesi.

Il Governo turco ha deciso di inviare militari a sostegno del Governo di Tripoli all’inizio di gennaio. Separatamente, contractor russi di una società collegata al Cremlino stanno combattendo a fianco delle forze di Haftar. Putin ha ammesso per la prima volta sabato che alcuni contractor sono schierati in Libia dicendo però che non rappresentano lo Stato russo.

Gli schieramenti turchi e russi mostrano come l’intervento militare straniero in guerra stia diventando più evidente nonostante un embargo sulle armi delle Nazioni Unite che proibisce tutti i trasferimenti di armi in Libia.

Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno anche scoperto che gli Emirati Arabi Uniti hanno fornito forze aeree ad Haftar, fornendogli un vantaggio fondamentale in un conflitto in cui entrambe le parti sono scarsamente armate e a corto di uomini. Il Governo di Tripoli ha accusato gli Emirati di aver effettuato attacchi aerei recentemente contro la capitale, compreso uno a un centro di detenzione per migranti a luglio, che ha ucciso oltre 50 persone.

La Libia ha attraversato una serie di crisi e conflitti politici da quando una rivolta armata, sostenuta da attacchi aerei della Nato, ha posto fine a decenni di Governo autocratico di Gheddafi.

L’assalto di Haftar a Tripoli si è intensificato nelle ultime settimane quando le forze del generale hanno condotto attacchi aerei che hanno ucciso e ferito civili. Un attacco contro un’accademia militare a Tripoli ha ucciso almeno 28 persone lo scorso 5 gennaio.

Le forze di Haftar hanno rivendicato il successo della loro campagna dopo mesi di attacchi falliti su Tripoli, rivendicando il 6 gennaio il controllo sulla città di Sirte, la città natale di Gheddafi. Il Governo di Sarraj ha detto di essersi ritirato temporaneamente dalla città per salvare i civili da ulteriori combattimenti.

Putin ha telefonato ieri al presidente francese, Emmanuel Macron, e al primo ministro italiano, Giuseppe Conte, per discutere del cessate il fuoco, ha detto il Cremlino, sottolineando che è stata sottolineata “l’importanza di rispettare la tregua”.

cos