L’INTERVISTA: Baladin; presto per parlare di Borsa, 2020 sarà di crescita

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Oggi : Lunedì 13 Gennaio 2020

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Baladin, birrificio guidato da Teo Musso da poco entrato nel programma Elite di Borsa e pioniere di tutto il movimento artigianale italiano dal ‘lontano’ 1996, mira a chiudere il 2020 in forte crescita, continuando a puntare su indipendenza e identità come fattori distintivi con un occhio in futuro, chissà, alla possibile quotazione in Borsa.

Elite è la piattaforma internazionale del London Stock Exchange (che controlla Piazza Affari) nata in Italia nel 2012, con la collaborazione di Confindustria, che si propone come acceleratore della crescita delle societá.

Lo scorso dicembre 14 nuove aziende sono entrate nel programma e tra queste c’era proprio il birrificio guidato da Teo Musso, considerato da tutti il ‘padre’ della birra artigianale italiana.

“Siamo entrati nel progetto Elite – spiega Teo Musso, intervistato da Mf-Dowjones – accompagnati e stimolati da Allianz Bank con l’idea di prendere un po’ più di consapevolezza di quello che può essere la visione di andare a crescere in modo indipendente. Questo è il nostro obiettivo. Bisogna valutare quelle che possono essere delle esigenze di sostegno di un’azienda come la nostra. Pian piano conosceremo meglio il progetto Elite. Mi da l’impressione di essere un percorso di crescita sotto un profilo di visione, organizzazione e capacità. Noi siamo nati dal nulla e ora ci ritroviamo da essere pub del paese ad avere una struttura che ha bisogno di sostegno”.

Questo quindi, prosegue il numero uno di Baladin, “è il motivo del nostro ingresso in Elite, ossia andare a prendere conoscenza di quelli che possono essere gli strumenti per crescere. I nostri obiettivi rimangono gli stessi. L’idea è sempre quella di rafforzare la nostra identità e l’indipendenza della filiera. Il nostro grande obiettivo al 2022 è quello di chiudere la filiera sia a livello energetico e sia di materie prime. Questo implica un grande impegno. Abbiamo tre anni davanti. Bisogna avere la capacità di gestire bene questo passaggio sia per quanto riguarda la terra e sia a livello di produzione e distribuzione. Dobbiamo registrare una crescita che ci permetta di passare dagli attuali 25 mila ettolitri di birra prodotti a quota 35-40 mila”.

Ancora presto però per parlare dell’ipotesi di quotazione in Borsa, magari su Aim, il mercato per le Pmi ad alto potenziale di crescita.

“Dove andremo a finire, per rimanere al 100% indipendenti, oggi non siamo in grado di dirlo. Non escludiamo a priori alcuna forma di crescita. Onestamente, oggi la cosa che mi piace di più sarebbe la quotazione in Borsa di una piccola parte dell’azienda, ma attualmente non siamo in grado di pensarci”, afferma Teo Musso, sottolineando che nel frattempo il birrificio resta impegnato a sostenere il suo forte sviluppo.

“Abbiamo fatto un fortissimo investimento, che è stato chiuso per la sua quasi totalità nel 2018, per la creazione del birrificio del futuro, ma nel rispetto della tradizione. Sono convinto – aggiunge il birraio – che l’artigianale debba essere ‘contemporaneo’. Abbiamo fatto un investimento di oltre 15 mln sul sito produttivo e adesso abbiamo ancora una serie di altri investimenti in corso per quanto riguarda l’area produttiva ed in particolare la produzione di bibite, la ricerca, la creazione di nuovi prodotti e lo sviluppo in altre nazioni, fuori dall’Italia. Esportiamo già in 52 Paesi dove portiamo la nostra identità italiana. Stiamo lavorando su diversi piani di sviluppo ed in particolare sulla Svizzera e l’Inghilterra, dove abbiamo già iniziato la realizzazione di piccoli punti dentro Camden a Londra. Inoltre, siamo nella fase di pre-inizio sul Giappone”.

Dopo un 2019 stabile, per Baladin si prospetta un 2020 di crescita grazie anche ai diversi progetti in corso. “Per noi il 2019 è stato un anno dedicato a 360 gradi alla messa a punto e alla ristrutturazione dell’azienda e della holding che controlla i locali. Abbiamo anche lavorato sul prodotto birra. Il progetto che andremo a proporre, proprio ad inizio di quest’anno, è quello di avere birre 100% italiane. Dopo la nascita della Nazionale infatti qualcosa si è fermato su questo fronte. Per noi quindi il 2019 è stato un anno nel quale siamo rimasti stabili per costruire tutto lo sviluppo sul 2020. Abbiamo obiettivi di crescita a doppia cifra”, spiega ancora Teo Musso, soffermandosi anche sullo stato di salute del settore della birra artigianale in Italia.

“Penso che il mondo della birra artigianale abbia ancora tantissimo da dare e da dire. E’ ovvio che occorre mantenere un’alta qualità del prodotto e un’identità forte. Questo è quello che ci viene chiesto sia dal mercato italiano e sia da quello estero. Il mercato ci sta chiedendo di rappresentare il territorio e questo si fa attraverso la terra.

Questo potrà darci una prospettiva nuova. La creazione per la prima volta di un’identita italiana birraria. Questa è una delle problematiche presenti a livello mondiale su tutti i prodotti. Il gusto non deve essere uguale in tutto il mondo. Così si perde l’identità e questo è gravissimo. In tal modo facciamo un danno, dimenticando chi siamo”, rimarca Teo Musso, evidenziando che “ci sono due grandi messaggi da dare e che devono essere molto forti. Il primo è illustrare che cos’è la birra artigianale – la valorizzazione del nome artigianale è una cosa che va messa in evidenza in maniera molto forte – e il secondo è far capire che parliamo di un prodotto agroalimentare, quindi un prodotto della terra. E’ un aspetto molto importante a cui noi stessi, a volte, non diamo il giusto valore. C’è tanto lavoro da fare”.

“Noi stiamo lavorando per creare un mercato artigianale da filiera italiana e penso che per dare un segnale occorre utilizzare materie prime italiane. Non bisogna dimenticarlo. Questo è un passaggio importante”, conclude il patron di Baladin

fus

marco.fusi@mfdowjones.it