Dow Jones

L’INTERVISTA: d.g. Credem dopo Cr. Cento non chiude la porta a M&A



Il direttore generale del Credem, Nazzareno Gregori, non chiude la porta a possibili ulteriori operazioni di consolidamento dopo l’acquisizione di Cassa di Risparmio di Cento; pianifica una nuova possibile cessione di sofferenze; prevede nel corso dell’anno di arrivare a quota 300 assunzioni e considera la remunerazione degli azionisti un elemento chiave, tanto che negli ultimi 10 anni il gruppo ha distribuito oltre 460 milioni di euro. Lo ha raccontato il banchiere in questa intervista esclusiva a MF-Dowjones.

Domanda: Come valutate i risultati degli stress test? Come utilizzerete questo eccesso di capitale?

Risposta: Siamo molto soddisfatti dei risultati degli stress test che ci confermano nuovamente tra gli istituti più solidi a livello continentale. Tra tutte le maggiori banche italiane, infatti, solo Credem presenta un impatto sui coefficienti patrimoniali di solidità derivante da un potenziale scenario economico prospettico negativo inferiore ai 300 bps. Questo risultato, non avendo i numeri precisi per singola banca, colloca comunque il gruppo tra le migliori cinque dell’esercizio condotto dalla Bce e tra le migliori 16 in assoluto, comprendendo anche le banche vigilate dall’Eba, che sono le maggiori banche in Europa. E’ un ulteriore riconoscimento che si aggiunge alla decisione della stessa Bce di novembre 2020 di mantenere per il 2021 il requisito di Pillar 2 all’1%, il più basso in Italia e tra le banche commerciali in Europa. Un risultato così lusinghiero ci consente di continuare con assoluta serenità nel nostro percorso strategico di crescita e di continuare a fare la nostra parte per sostenere la ripresa del paese in un momento così delicato come l’attuale, in cui tra l’altro sta emergendo il contributo decisivo che un sistema bancario sano può dare al tessuto economico e sociale.

Domanda: Come avete recepito la decisione della Bce di eliminare il divieto di distribuire cedole? Potreste pensare anche a un dividendo straordinario oltre a quello previsto?

Risposta: Il nostro obiettivo è da sempre quello di creare valore in modo sostenibile nel tempo. La nostra solidità e la qualità del nostro attivo ci ha sempre consentito di distribuire dividendi e riteniamo che la remunerazione degli azionisti sia un elemento chiave per il sistema bancario. In questo senso abbiamo accolto con favore la possibilità di tornare al dividendo stante che, gli importanti risultati raggiunti nel 2020, ci hanno già consentito di distribuire, nel rispetto delle raccomandazioni della Bce, un dividendo di 0,2 euro per azione, pari ad una cedola del 3,9%. Il tema rimane quindi nelle competenze e valutazioni del Consiglio di amministrazione ma ricordiamo come il gruppo, negli ultimi dieci anni, ha distribuito oltre 460 milioni di euro, pari a più di un quarto del nostro valore di borsa.

Domanda: Come sta procedendo l’integrazione della Cassa di risparmio di Cento? È confermata la stima del contributo di CrCento all’utile netto nel 2023 per 15 mln di euro?

Risposta: Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto da entrambe le parti e, in particolar modo, della rapidità con cui si è conclusa l’operazione considerato che è passato poco più di un anno dalla nostra manifestazione di interesse nei confronti di CrCento. Siamo convinti che l’ingresso di questa nuova realtà nel gruppo potrà produrre vantaggi allo sviluppo del territorio locale, estremamente ricco dal punto di vista imprenditoriale. A regime confermiamo un contributo della Cassa all’utile netto del nuovo Gruppo tra i 15 ed i 20 milioni di euro.

Domanda: Dopo 10 anni con Cr Cento siete tornati a crescere per linee esterne. Ci sono altre operazioni simili all’orizzonte? Siete interessati ad acquistare piccole realtà territoriali o specializzate in specifiche nicchie di mercato?

Risposta: Siamo sempre aperti a valutare operazioni che però devono avere come requisito imprescindibile la creazione di valore per entrambi i soggetti.

Domanda: In vista del consolidamento caldeggiato da Bce qual è la posizione del Credem? Potreste valutare operazioni straordinarie di portata nazionale?

Risposta: Certamente la crescita dimensionale è un elemento importante ma non è il solo. La linea guida rimane la creazione di valore per i nostri azionisti, non tanto a livello finanziario ma industriale, e, sulla base di questo, non ci sono preconcetti sulle operazioni. E’ chiaro che però la strategia del Gruppo non si può basare su potenziali acquisizioni: innanzitutto dobbiamo essere in grado di continuare a crescere, come fatto fino ad ora, per linee interne, per poi eventualmente beneficiare di possibili operazioni straordinarie.

Domanda: Come procede la trasformazione digitale? Avete di recente digitalizzato 51 processi e spinto sul Fintech. Quali altre innovazioni?

Risposta: La digitalizzazione ritengo diventerà sempre più una chiave per garantire la competitività sia della banche sia delle imprese. La nostra strategia è da un lato investire sull’innovazione dei servizi che offriamo ai nostri clienti, dall’altro vogliamo anche essere un partner per accompagnare le imprese nel loro percorso di transizione digitale, poiché un’impresa digitalizzata è un’impresa più efficiente, quindi più in grado di affrontare uno scenario competitivo complesso. In particolare abbiamo avviato un progetto per la creazione di un portale digitale unico per la gestione dei servizi di supporto creditizio e dell’operatività delle imprese per semplificare e rendere più efficace il rapporto banca-impresa. Gli investimenti nell’ambito della digitalizzazione hanno portato notevoli risultati con 32,5 milioni di operazioni realizzate sui canali digitali nel primo semestre pari al 90,5% del totale con oltre 600 mila interazioni a distanza tramite il servizio clienti (mail, chat e messaggi e 14 milioni di visite al sito credem.it. a livello aziendale abbiamo raggiunto il 90% di dematerializzazione dei processi operativi interni precedentemente basati sullo scambio di documentazione cartacea ed abbiamo ottenuto due riconoscimenti nell’ambito dell’edizione 2021 del Premio Abi Lab per l’innovazione dei servizi bancari per il progetto Data Heroes e per il prodotto Avvera Adesso.

Domanda: Alla luce delle evoluzioni societarie e pandemiche rivedrete i target annuali?

Risposta: Siamo andati molto bene nei primi sei mesi dell’anno raggiungendo un utile netto di 136,4 mln di euro e riteniamo di poter continuare sullo stesso trend per tutto il 2021, al netto ovviamente delle poste più straordinarie. Nei prossimi mesi, il contesto macro, sociale ed economico sarà ancora incerto e condizionato dagli effetti della pandemia ma, nonostante ciò, confermiamo un obiettivo di crescita a ritmi superiori alla media di mercato sia a livello di raccolta che di impieghi. Questo dovrebbe consentirci di mantenere il trend di crescita sulle commissioni, difendendo il margine finanziario, mentre, sul costo del credito, stiamo registrando flussi molto limitati che speriamo di poter confermare anche nel secondo semestre.

Domanda. Avete raggiunto le 200 assunzioni annunciate a inizio anno 2021? Quali sono i nuovi obiettivi?

Risposta. A inizio anno avevamo annunciato 200 assunzioni. Abbiamo rivisto il nostro obiettivo portandolo a quota 300 e a chiusura del primo semestre 2021 siamo già a quota 181. Nel primo semestre abbiamo inoltre proseguito nell’attività di formazione, anche a distanza, con l’erogazione di più di 18 mila giornate erogate. Gli ingenti investimenti in tecnologia ed innovazione realizzati negli anni scorsi hanno consentito di proseguire l’accesso allo smart working con oltre il 90% dei dipendenti con un contratto di smart working attivo e più di 290 mila giornate di lavoro da remoto nel semestre. Abbiamo inoltre avviato un’iniziativa indirizzata alla valorizzazione dei diversi segmenti anagrafici delle persone che lavorano in azienda con l’attivazione di nuove figure di gestori delle persone trasversali che si focalizzano su tre particolari segmenti anagrafici per ascoltare e accompagnare le persone nel loro percorso lavorativo anche sulla base della loro età ed esperienza in azienda.

Domanda: Avete in pipeline nuove cessioni di Npl?

Risposta: Storicamente la nostra attenzione per il costo del credito è stata sempre molto forte. Nel semestre abbiamo avuto una ripresa di valore degli accantonamenti che ha generato una ripresa positiva di valore. Ad oggi abbiamo un costo del credito addirittura negativo (- 10 bps). A giugno abbiamo ceduto sofferenze chirografarie per 33 milioni con impatto neutro a conto economico. Tale operazione ci ha consentito di ridurre ulteriormente lo stock di Npl e di continuare ad eccellere sotto il profilo della qualità del credito. Stiamo valutando se nel corso dell’anno procedere con un’altra cessione di sofferenze, anche tenendo in considerazione il portafoglio di Npl di Cr. Cento

cce

claudia.cervini@mfdowjones.it

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THE INTERVIEW: dg Credem after Cr. Cento does not close the door to M&A

The general manager of Credem, Nazzareno Gregori, does not close the door to possible further consolidation operations after the acquisition of Cassa di Risparmio di Cento; plans a new possible disposal of bad debts; expects to reach 300 hires during the year and considers shareholder remuneration as a key element, so much so that in the last 10 years the group has distributed over 460 million euros. The banker told it in this exclusive interview with MF-Dowjones.

Question: How do you rate the results of the stress tests? How will you use this excess capital?

Answer: We are very satisfied with the results of the stress tests which once again confirm us among the most solid institutes on a continental level.