Lucano, avviso di garanzia per truffa aggravata e falso ideologico

La procura di Locri rincara la dose e notifica a Mimmo Lucano un avviso di garanzia per truffa aggravata e falso ideologico. È Xenia 2, nuovo filone d’inchiesta che allarga le indagini suei fondi per la gestione dei migranti nel borgo di Riace. Il provvedimento coinvolge altre nove persone e riguarda alcuni immobili affittati dalla cooperativa Girasole per l’accoglienza dei rifugiati: secondo il pm Ezio Arcadi alcuni appartamenti sarebbero stati privi di collaudo statico e certificato di abitabilità come previsto dal manuale operativo dello Sprar e dalle convenzioni stipulate con la Prefettura. Il Comune avrebbe comunque predisposto e sottoscritto le determine per l’assegnazione alla cooperativa delle somme per il pagamento degli affitti. In tutto 134mila euro.

Parzialmente abusive le casette degli asini per la differenziata
Al sindaco sospeso viene contestato di aver firmato una “falsa attestazione ove veniva dichiarato che le strutture di accoglienza per ospitare i migranti esistenti nel territorio del Comune di Riace erano rispondenti e conformi alle normative vigenti in materia di idoneità abitativa, impiantistica e condizioni igienico sanitarie”. Avrebbe indotto così in errore il ministero e la prefettura. Sigilli anche alla fattoria didattica e alle casette degli asini utilizzati per la raccolta differenziata nel centro storico: risultano parzialmente abusive.
Nella circolare del 9 ottobre che ha disposto la chiusura dello Sprar di Riace, il Viminale aveva assegnato al progetto per l’accoglienza di Lucano 34 penalità, anche per gli standard delle abitazioni. “Aspetti minori e formali del progetto”, secondo il consulente legale del Comune Gianfranco Schiavone che subito ha presentato ricorso al Tar. Ora si attende la decisione.

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