Lusso, Citi continua a preferire Kering e Moncler nel post Covid-19


Mercato azionario

Il settore dei beni di lusso ha sorprendentemente registrato un andamento migliore del mercato europeo da inizio anno (-16% contro il -25% del DJ Eurostoxx), a differenza di altre crisi precedenti, scrive Citi.

Ancora una volta, però, c’è una significativa diversità tra i titoli, dice il broker che mette in luce la performance migliore del mercato di Hermes, Moncler (MI:MONC) e Kering (PA:PRTP) e quella peggiore di Tod’s (MI:TOD), Ferragamo (MI:SFER), Hugo Boss, Burberry, Tapestry e Capri Holding.

Nel breve termine però la distanza tra “vincitori” e “perdenti” potrebbe accorciarsi, secondo Citi, perché “non pensiamo che i marchi che hanno vinto negli ultimi anni potranno avere un grande vantaggio competitivo in termini di quote di mercato” quando i negozi sono chiusi, la disoccupazione sale, la fiducia dei consumatori cala e i flussi turistici sono bloccati.

Nel medio termine, invece, e quindi dopo la crisi innescata dall’epidemia di Covid-19, Citi continua a preferire i brand che sono risultati vincitori nel precedente ciclo di crescita — Kering e Moncler in particolare — rispetto alle storie di turnaround come Burberry, Ferragamo, Hugo Boss e Tod’s. Considera un’eccezione Prada, che il broker ha recentemente promosso a “buy”.

Più a rischio, secondo Citi, il segmento dall’hard luxury (orologi e gioielli) perché più costoso, più esposto alla domanda turistica e già colpito da difficoltà strutturali nei suoi canali distributivi.

Citi, che si aspetta un abbassamento del consensus sugli utili del settore per 2020 e 2021, ritiene chiusa per ora la finestra per operazioni di M&A ma pensa che potrebbe riaprirsi “ampiamente” l’anno prossimo.

“La combinazione di solidi fondamentali nel lungo termine, surplus di cassa e forti bilanci patrimoniali tipici del settore probabilmente supporterà ulteriormente i processi di consolidamento, una volta che l’impatto negativo del Covid-19 sarà ridotto”, si legge nel report che ipotizza mosse da parte dei grandi conglomerati come Kering e Richemont verso marchi singoli di medie dimensioni come Moncler, Ferragamo, Tod’s e Hugo Boss.

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