Massoneria, il Gran Oriente si riunisce e fa ricorso contro la legge siciliana

Tutte le logge del Grande Oriente d’Italia, istituzione massonica che conta quasi 23mila iscritti, sono riunite fino a domani per la loro assemblea annuale (“Tra cielo e terra”) che ha eletto per un nuovo mandato il Gran Maestro uscente, Stefano Bisi. Dal Palacongressi di Rimini è partito l’annuncio di un ricorso alla Corte costituzionale contro la legge regionale siciliana che impone l’obbligo per i deputati dell’Ars (Assemblea regionale siciliana) e ai pubblici amministratori di dichiarare o meno la propria affiliazioni a loggi massoniche.

La legge
Ad annunciare il ricorso sono due membri dell’Ars, Antonio Catalfamo (Fratelli d’Italia) ed Eleonora Lo Curto (Udc), insigniti della massima onorificenza che il Grande Oriente attribuisce ai non massoni (la “Galileo Galilei”) che si siano distinti per il loro impegno sociale, civile e culturale. La legge sulla massoneria (numero 18/2018) era stata approvata lo scorso ottobre a ridosso della scadenza di legislatura su iniziativa del presidente della Commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, e subito contestata da Fdi e Udc che parlorono di normativa «ingiusta, iniqua e discriminatoria» che «va contrastata con tutti i mezzi possibili». Un giudizio negativo condiviso sia da Bisi, sia dal capo dell’altra obbedienza italiana (la scissione risale al 1908), il sovrano gran maestro della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Antonio Binni.

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