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Mediobanca: la rete di Del Vecchio (Mi.Fi.)

Le sue colazioni ai tavolini di Marchesi sono un rito cui la city milanese assiste da anni. Quasi ogni mattina attorno alle 9 lo si trova intento a discutere un progetto con il fidato Francesco Milleri e con qualche banker di fiducia. Di Leonardo Del Vecchio (che per l’ottavo anno consecutivo è sul trono dei Paperoni di Piazza Affari di Milano Finanza) si conosce soprattutto questa immagine pubblica, il ritratto del geniale e instancabile martinitt arrivato ai vertici delle classifiche di Fortune.

Eppure, scrive Milano Finanza, dando la scalata a Mediobanca (di cui è già primo socio al 10%) Mister Luxottica è entrato in un gioco dove più del talento conteranno le relazioni. Per posizionarsi sul crocevia Mediobanca- Generali le fortune imprenditoriali potrebbero non bastare, non solo perché regolatori e policy maker monitorano da vicino la vicenda (è ancora aperta l’ipotesi di un allargamento del golden power), ma soprattutto perché altri player potrebbero non gradire mosse unilaterali. Per un uomo che ha sempre fatto di autonomia e anticonformismo le proprie cifre distintive la sfida sarà insomma incerta. Sia chiaro: anche se non ama parlarne, nella finanza italiana Del Vecchio ha costruito solide relazioni che potrebbero tornare utili in questa fase. Molti rapporti sono nati attorno a un deal in qualche propaggine del suo vasto impero. A partire da quello con Sergio Erede, l’avvocato d’affari cui Del Vecchio affida da decenni le pratiche più delicate, dall’acquisto di Oakley alla fusione con Essilor del 2017 fino alla spinosa vicenda Ieo-Monzino. Naturale insomma che il principe del foro stia gestendo anche l’operazione Mediobanca, realtà che conosce bene così come conosce (anche per pregressi mandati) la partecipata Generali. Meno ovvia è la presenza nel team di Delfin di Vittorio Grilli, l’ex ministro del Tesoro oggi in forze ai vertici della Jp Morgan. La scelta di una grande banca americana può essere legata a quel bisogno di assoluta discrezione che un partner italiano non avrebbe garantito, ma c’è chi sostiene che a suggerire il nome di Grilli sia stato Jean Pierre Mustier, il banchiere forse più vicino a Del Vecchio in questi ultimi anni. La relazione tra Mister Luxottica e Unicredit è di vecchissima data e affonda le radici nelle origini della banca di piazza Gae Aulenti di cui oggi Delfin è primo azionista italiano all’1,92%.

red/lab

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