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Moda: nel 2021 si rinnova l’asse lusso-turismo (MFF)

Nelle scorse settimane si è evidenziato come il primo semestre dei brand di lusso sia tornato (nella maggior parte dei casi) in una situazione di pre pandemia, come per esempio per il gruppo Lvmh. Dati positivi per la moda che danno la misura di come il settore, grazie alle vaccinazioni e alle riaperture, stia vedendo il ritorno dei consumatori negli store (e in parte negli e-commerce).

Fra le ragioni di questo ritono al top della fashion industry, scrive MFF, c’è anche il turismo di lusso, per cui, secondo un’indagine del Bureau of economic analysis, il denaro speso dai viaggiatori per gli hotel è aumentato del 61% rispetto allo stesso trimestre del 2020, mentre i costi per i viaggi all’estero sono aumentati di oltre il 300% nello stesso periodo. Nel periodo in questione, la spesa per cosmetici e calzature è aumentata rispettivamente solo del 24,5% e del 46%.

Nell’ambito del lusso, la crescita della spesa nel turismo di lusso è, storicamente, direttamente proporzionale a quella per beni di lusso. Un trend che è confermato anche da un report (redatto in aprile) della Boston consulting group in collaborazione con Altagamma, che spiega come le previsioni dei consumatori siano ottimistiche per l’anno in corso: il 42% degli intervistati conferma di voler fare acquisti all’estero. Nell’ambito dei viaggi, il report spiega che il 38% di tutti i partecipanti ha dichiarato di viaggiare per esperienze di lusso, il 35% per lo shopping di lusso e il 27% per tutti e due. Numeri sommariamente buoni, ma che nel 2020 sono stati in netto calo rispetto al 2019.

In tutto ciò, i marchi di lusso come Dior e Prada hanno scelto la strategia di aprire dei flagship store in località vacanziere o nei resort. Ma il rischio per questi brand è che, rispetto ai livelli pre pandemia, molti turisti scelgano di cambiare tipo di vacanza e non vadano all’estero, un’opzione che potrebbe pesare sul rapporto fra viaggi di lusso e shopping di lusso. Per esempio, evidenzia il rapporto del Bcg, i clienti cinesi investiranno meno all’estero: nel 2019, il 56% di loro faceva acquisti in altri paesi, mentre adesso solo il 14%. Per quanto il mercato del lusso sia al momento in crescita e il turismo continua a farne parte, c’è sempre l’ipotesi che la diminuzioni di viaggi con mete estere. Luca Solca, senior research analyst da Bernstein, ha spiegato: «Credo che l’elemento trainante per la ripresa dei consumi sia l’allentamento delle restrizioni legate al Covid-19, prima ancora della possibilità di viaggiare, ovvero avere la possibilità di uscire, vederei i propri amici e parenti, andare dove si vuole. In questo contesto le persone hanno anche voglia di essere belle, celebrare la vita, e mettersi la pandemia e le sue tragedie alle spalle».

red/lde

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