Morti sul lavoro, in undici mesi del 2019 quasi mille vittime


L’incidente mortale verificatosi oggi alla Sevel di Atessa è solo l’ultimo di una serie, lunghissima, di decessi sul lavoro. Tra gennaio e novembre del 2019 le morti hanno sfiorato soglia 1.000: dietro il gelo dei numeri vuol dire drammaticamente che 997 persone sono morte mentre svolgevano il loro lavoro, mentre 590 mila sono state nello stesso periodo le denunce di infortunio presentate all’Inail. In entrambi i casi l’Istituto evidenzia un calo rispetto allo stesso periodo del 2018, dello 0,2% per gli infortuni, e del 4,7% per gli incidenti mortali.

“E’ una strage e dobbiamo tutti fermarla – afferma la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan – . La sicurezza deve diventare la nostra priorità anche nel 2020”. Anche perché, in controtendenza rispetto agli infortuni, ad aumentare sono le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 56.556, il 2,7% in più rispetto ai primi undici mesi del 2018.

Più in dettaglio, le denunce di infortunio presentate all’Inail entro il mese di novembre sono state 590.679, 1.299 in meno rispetto alle 591.978 dei primi 11 mesi del 2018 (-0,2%). I dati rilevati al 30 novembre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un incremento solo dei casi avvenuti “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che sono passati da 90.409 a 92.225 (+2,0%), mentre quelli “in occasione di lavoro” sono scesi da 501.569 a 498.454 (-0,6%). Dall’analisi per classi di età emergono aumenti tra gli under 30 (+2,3%) e tra i 55 e 69 anni (+2,3%). In calo del 2,3%, invece, le denunce dei lavoratori della fascia 30-54 anni, nella quale rientra oltre la metà dei casi registrati.

Le denunce di infortunio mortale sono state 997, ossia 49 in meno rispetto alle 1.046 dei primi 11 mesi del 2018. La flessione, sottolinea l’Inail, “non è da ritenere però rassicurante”, in quanto legata soprattutto agli “incidenti plurimi”, quelli che causano la morte di almeno due lavoratori e che per loro natura ed entità possono influenzare l’andamento del fenomeno: in questo contesto, il 2018 fu un anno davvero tragico perché tra gennaio e novembre, ricorda l’Istituto, gli incidenti plurimi erano stati 23 ed avevano causato 80 vittime – I casi più eclatanti furono i due incidenti stradali in Puglia, a Lesina e Foggia, in cui persero la vita 16 braccianti, e il crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 casi mortali denunciati –  quasi il doppio dei 44 lavoratori che hanno perso la vita nei 19 incidenti plurimi avvenuti nei primi 11 mesi del 2019.

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail sempre negli 11 mesi del 2019 sono state 56.556, 1.504 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,7%). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (34.971 casi), del sistema nervoso (6.095, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (3.942) continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio (2.559) e dai tumori (2.244).

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