Natale, boom di acquisti al centro commerciale: più 15,6% rispetto a un anno fa

Repubblica

MILANO – Se il buongiorno si vede dal mattino, il boom di acquisti nei supermercati e nei centri commerciali nella settimana di Natale potrebbe fare ben sperare perché il 2018 sia effettivamente il primo anno di vera ripresa dooo un decennio di crisi. Rispetto al 2016, nella settimana che ha preceduto il Natale la grande distribuzione ha fatto registrare un record: il fatturato complessivo degli iper e dei supermercati in Italia è cresciuto del 15,6 per cento. Un dato più che positivo che ha avuto punte di crescita soprattutto nel centro-sud Italia: la Campania è la regione che ha visto maggiormente crescere i consumi (+16,2 per cento), seguita dal Molise (15,7%), Umbria (15,5%), Puglia (15,2%) e Marche (15%).
Lo rivela l’ultima edizione del rapporto Coop-Nomisma sui consumi e le previsioni per il 2018. Il quale siega come gli italiani siano maggiormente ottimisti rispetto all’anno precedente. Anche se non in modo uniforme in tutta la pensiola e nemmeno in tutte le fasce di età. Per esempio, al sud lo sono più che al nord e gli over 50 lo sono più dei giovani. Per capirlo, bisogna scendere nel dettaglio del rapporto. Così come negli anni precedenti, sono state proposte alcune parole con cui “descrivere” l’anno appena arrivato: la parola “speranza” rimane la più gettonata (21%), ma molto meno rispetto all’anno precedente (32,5%), mentre sale la parola “ripresa” che in un anno raddoppia dal 7,6 al 15,4 per cento. Ancora di più la parola “benessere” che sale dal 4,4 al 10,3% (tre anni fa era all’1,6%). OAS_RICH(‘Bottom’); Sul versante della parole negative “crisi” scende dal 7,6 al 4,5% e “timore” dal 10,4 al 4,6%. La crescita della parola “ripresa” è più forte nel Mezzogiorno (18% delle risposte) rispetto al Nord (13,6%). Viceversa “crisi” è stata scelta più al Nord che nel Mezzogiorno (6,3 contrio 3,1%). In sostanza, spiegano i ricercatori, la “ripresa annunciata un anno fa si è consolidata, tira aria di novità e finanche di soddisfazione”.
Con luci e ombre: nel senso che non tutti la vedono ancora così. Alla “ripresa” si crede in maniera inversamente proporzionale all’età: la parola è citata molto di più da chi ha più di 53 anni (21,3%), mentre si abbassa la percentuale per la fasce di età 37-52 anni (13,5%) e 18-36 anni (8,7%). E’ anche vero che i Millennials usano molto di più la parola “soddisfazione” e “novità” ripsetto alle altre fesce di età e ancor meno la parola “crisi”.