Nei centri per l’impiego pochi giovani e poca speranza di trovare lavoro

Ore 8 e 30, il Centro per l’impiego di via Raimondi in zona Capodichino apre tra un quarto d’ora: sull’uscio una decina di persone attende l’apertura. Intanto, una commessa (assunta con contratto di sei mesi) distribuisce i numerini in base ai quali si potrà accedere allo sportello. Resta sorpreso chi pensava di trovare una lunga fila di persone essendo ormai a pochi giorni dalla partenza del reddito di cittadinanza. Tra i cittadini in attesa, peraltro, i giovanissimi sono una minoranza, ma prevalgono le persone di mezza età (dai 40 ai 50 anni), molti chiedono un certificato storico (in sigla C2 che registra dopo un periodo di occupazione la nuova condizione di disoccupato).

Qualcuno si presenta allo sportello per chiedere generiche informazioni, altri per i sussidi di disoccupazione. Pochi dichiarano di essere interessati o di poter beneficiare del reddito di cittadinanza. «Troppi paletti – dicono – non ci rientro». E anche chi si prepara a farne domanda, a partire dal 6 marzo, non lo dichiara apertamente. A quanto sembra, i controlli annunciati spaventano e pochi sono disposti a rinunciare a qualche lavoretto in nero.

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