Nel Def il nervo scoperto della sanità: “buco” da 1,6 miliardi nel 2019

La spesa sanitaria che per il 2019 supera i 118 miliardi di euro, corrispondenti a una crescita del 2,3% rispetto ai 115,41 miliardi del 2018 – con un aumento di ben 2.651 milioni sull’anno precedente rispetto al miliardo previsto dalla legge di Bilancio – è il primo campanello d’allarme che suona a leggere il Def presentato nei giorni scorsi dal Governo. Non certo l’unico: per gli anni successivi preoccupano le revisioni al ribasso del Pil rispetto a quanto preventivato nell’autunno scorso dalla Nota di aggiornamento al Def (Nadef): a fronte di una crescita del Pil ipotizzata, solo sei mesi fa, in un +3,1% nel 2019, +3,5% nel 2020 e +3,1% nel 2021, le previsioni del Def – precipitate all’1,2% per quest’anno (-1,9%), al 2,6% per il prossimo (-0,9%) e al 2,5% per il 2021 (-0,6%) – renderebbero molto ardue le promesse di un aumento delle risorse per la sanità pari rispettivamente a 2 e a 1,5 miliardi.

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