Nelle Marche 70 milioni di euro dai fondi europei per le imprese manifatturiere nell’area del terremoto


ANCONA – La Regione Marche ha già impegnato per le imprese manifatturiere 70 milioni di euro dei 248 aggiuntivi del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) destinati alla ricostruzione post-terremoto. Ottenuti dalla Regione nella prima metà del 2018, tre anni dopo l’inizio della programmazione e a seguito del sisma 2016-2017, le risorse vengono trasferite alle imprese man mano che procederà la realizzazione dei progetti selezionati. “La macchina regionale va e produce risultati: gli interventi attivati hanno riscosso un grande successo – spiega Manuela Bora, assessore regionale alle Attività produttive e fresca rappresentante nel comitato europeo delle Regioni -, tanto che le risorse concesse non sono riuscite a finanziare tutti i progetti presentati”. Merito delle celeri procedure nella fase di valutazione dei progetti e “soprattutto nella liquidazione degli anticipi, che nella maggior parte dei casi si è conclusa in meno di un mese”, con la Regione “pronta da subito ad erogare le ulteriore risorse in base allo stato di avanzamento dei progetti delle imprese”.

I nuovi posti di lavoro
Tre i filoni di intervento, concretizzati in bandi i cui progetti sono partiti lo scorso anno: il primo riguarda la realizzazione di nuovi impianti produttivi, l’ammodernamento di quelli esistenti, la diversificazione della produzione e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali; il secondo dedicato allo sviluppo e al rafforzamento delle imprese sociali, attraverso l’introduzione di innovazioni organizzative e la digitalizzazione dei servizi offerti ai cittadini; il terzo si concentra sul rilancio del comparto manifatturiero e, in particolare, sulla rivitalizzazione delle filiere. Interventi che hanno prodotto uno scatto significativo in termini di occupazione: oltre 530 nuovi posti di lavoro, risorse umane giovani e altamente qualificate, che si vanno ad aggiungere alle circa mille finora generate dai fondi ordinari del Por Fesr.
“Abbiamo spinto molto sull’aggregazione in filiere – sottolinea Bora – per superare le criticità legate alla dimensione aziendale e per consentire anche a quelle più piccole di cooperare nello sviluppo di soluzioni innovative, mettendo a sistema competenze, servizi e strutture. C’è stata una risposta straordinaria e assolutamente non scontata, soprattutto in settori tradizionali come quelli del made in Italy”.

I progetti
Per rispondere al bando regionale sono nate tre reti temporanee di impresa. La prima “We love italian fashion”, con capofila Cm Diffusion di Fabriano, che sta sperimentando Orange Fiber, un tessuto brevettato da un’azienda siciliana e realizzato dal residuo umido degli agrumi. C’è poi il progetto per la realizzazione di una serra biologica interamente domotizzata e controllabile anche da remoto, sviluppata da un gruppo di aziende guidata dalla Sp Metallo di Tolentino. Infine, una rete è dedicata al trattamento degli alimenti freschi confezionati e dei piatti pronti, utilizzando una nuova tecnologia che consente che di conservare le proprietà organolettiche dei prodotti e di allungarne la shelf-life, guidata da Gourmet d’Italia di Ascoli Piceno.
Sempre per rilanciare il tessuto produttivo del cratere sismico e in linea con l’idea di aggregazione tra imprese, università ed enti di ricerca sarà avviato entro la primavera il progetto relativo alla piattaforma collaborativa sui nuovi materiali ecosostenibili, compositi e bio-based: a disposizione ci sono 8,4 milioni, dei quali 6,6 provenienti dai fondi aggiuntivi pro sisma.
Accanto alle risorse destinate alle imprese manifatturiere dell’area del terremoto, che rappresentano circa un quarto del budget e che sono in stato di elevato avanzamento sia fisico che finanziario, ci sono anche circa 100 milioni destinati all’adeguamento sismico e all’efficientamento energetico degli edifici pubblici strategici e delle università. Spiega il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli: “Sono risorse soggette a uno stretto monitoraggio, temporale e finanziario, così da generare spesa nel corso del 2020, con i primi significativi benefici per le imprese delle costruzioni e dell’indotto”.

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