Nigeria, processo Eni: il pm chiede 8 anni per corruzione per l'ad Descalzi e Scaroni


Nigeria, processo Eni: il pm chiede 8 anni per corruzione per l'ad Descalzi e Scaroni 

MILANO –  Il procuratore aggiunto di Milano, Fabio De Pasquale ha chiesto una condanna a 8 anni di reclusione per l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi per il ruolo che – l’allora numero due del gruppo petrolifero – avrebbe avuto nell’acquisto del maxi giacimento Opl 245 in Nigeria. Secondo la ricostruzione del magistrato al processo, Eni e Shell per ottenere lo sfruttamento del giacimento avrebbero pagato una maxi tangente da 1,3 miliardi di dollari arrivati a personaggi di primo piano del governo nigeriano. La stessa pena di 8 anni anni, sempre per corruzione, è stata avanzata dal pm anche per l’ex amministratore delegato Paolo Scaroni.

Confisca per oltre 2,1 miliardi

La procura ha chiesto anche la confisca pari a 1 miliardo e 92 milioni di dollari a carico di Eni e Shell: si tratta della stessa cifra della presunta tangente che sarebbe stata versata per ottenere “senza gara” i diritti di esplorazione del blocco petrolifero Opl 245 e per la quale le due compagnie petrolifere sono coinvolte nel processo in corso di svolgimento a MIlano. La stessa cifra è stata chiesta in solido a tutti e tredici gli imputati. La cifra totale ammonta quindi a oltre 2,1 miliardi.

Dieci anni per l’ex ministro del petrolio

La richiesta di condanna più alta avanzata dal pm De Pasquale riguarda Dan Etete, già ministro del petrolio della Nigeria fino al 1998, e poi titolare di fatto della società Malabu, che si era vista assegnare la licenza per il blocco Opl-245. Etete, per…