Open Fiber: aumento da 450 mln, Cdp avvia confronto su rete (Stampa)


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Mercoledì 20 Maggio 2020

Mentre Tim torna a invocare la rete unica per la banda

ultra larga, Open Fiber si rafforza in solitaria. Nei giorni scorsi il cda della società guidata dall’a.d. Elisabetta Ripa ha varato il nuovo piano strategico che comprende anche un aumento di capitale che sarebbe di circa 450 milioni di euro, assicurati pro quota dai due azionisti al 50%: Enel e Cdp.

La nuova strategia, scrive La Stampa, prevederebbe l’estensione

dell’impegno di Open Fiber alle aree grigie – quelle in sostanza coperte da un solo operatore – e contemplerebbe un’accelerazione nella diffusione della fibra ottica. Di qui la necessità di nuove risorse oltre agli

1,5 miliardi residui dei 3,5 miliardi di finanziamento bancario, a servizio del piano precedente. Alla base della nuova strategia la volontà, da parte dei due azionisti, di dare un segnale di impegno dopo l’emergenza che, come spiegano da Cdp, “ha reso ancora più evidente che per il Paese è necessario disporre di una rete di ultima generazione”.

In questa occasione “Cdp conferma il suo impegno per supportare

l’implementazione del piano industriale di Open Fiber, allargarne il perimetro e sostenere ulteriormente la diffusione della fibra ottica in Italia”. E nel frattempo non demorde sulla necessità di unire le

forze: “al fine di aumentare la competitività del sistema Paese, Cdp auspica un costruttivo confronto tra le parti coinvolte per la creazione di una rete unica nazionale in banda ultra larga che garantisca parità

di accesso a tutti gli operatori, velocità, affidabilità, sicurezza”.

Da Enel, mentre si conferma di sostenere “pienamente” l’estensione del raggio d’azione di Open Fiber, si sottolinea come la mossa “è del tutto

indipendente e del tutto scollegato rispetto ad ipotesi di convergenza in una rete unica, ma risponde alla necessità molto evidente come visto in

queste settimane di perseguire con decisione e velocità l’opera di cablaggio in fibra dell’Italia che abbiamo iniziato con Cdp attraverso Open Fiber”.

I colloqui però languono, mentre si è rinsaldato l’asse tra Fabrizio Palermo, a.d. di Cdp, e il numero uno di Enel, Francesco Starace, quest’ultimo da sempre critico sulla volontà di Tim di voler mantenere il controllo dell’infrastruttura. A fare da battistrada per una possibile

operazione sulla rete potrebbe essere l’accordo, atteso entro l’estate, per fare dare al fondo Kkr il 40% di FiberCop, società dedicata alla rete secondaria, quella che dagli armadi stradali arriva fino a casa. L’operazione che frutterà a Tim 1,8 miliardi potrebbe essere un primo passo che potrebbe indurre il fondo a rilevare la quota di Enel e facilitare la rete unica. Una delle tante ipotesi. Di certo, dopo l’aumento, Open Fiber alzerà il proprio prezzo.

pev