Ore pagate per curare il cane così cambia il welfare in azienda

MILANO – Un permesso di otto ore (all’anno) per la cura dell’animale domestico: il cane, il gatto, il coniglio nano, perfino l’iguana o il furetto, volendo. Un “maggiordomo” aziendale che, una volta al mese, si fa carico delle commissioni per i dipendenti: una bolletta da pagare, una coda all’Anagrafe, le camicie da ritirare in tintoria. Un punto di raccolta 24 ore su 24 – in azienda – per i pacchi degli acquisti online.

Ci sono voluti undici mesi di trattative faticose, con qualche momento di tensione, per arrivare alla sigla del contratto integrativo della Ball Beverage Packing di Nogara, provincia di Verona – la multinazionale che produce lattine per bibite – che ha il merito di spostare ancora più in là i confini del welfare aziendale. Sempre più vicino alle necessità personali e soprattutto familiari dei 150 dipendenti. Un negoziato che è un po’ il paradigma…
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