Pacchetto crescita: allo studio contrassegno dello Stato a tutela del made in Italy

Il rispetto della proprietà intellettuale e la lotta alla contraffazione diventano due temi strategici nel momento in cui l’Italia sceglie di sottoscrivere il Memorandum of understanding, cornice giuridica nella quale si svilupperà la collaborazione con la Cina nell’ambito del progetto della Nuova via della Seta. Tanto che l’esecutivo giallo verde potrebbe bilanciare questa scelta con l’adozione di misure ad hoc a tutela dei prodotti italiani. Misure che vedrebbero lo Stato in prima linea, sia attraverso un bollino per attestare il Made in Italy, sia con l’ipotesi di ricoprire il ruolo di azionista ponte in caso di delocalizzazione di aziende italiane, fino all’arrivo della nuova proprietà.

Tempi stretti per il pacchetto crescita
Nel pacchetto delle misure che dovrebbero entrare nel cosiddetto “decreto crescita”, il cui esame è stato avviato dal Consiglio dei ministri mercoledì, potrebbero entrare alcune soluzioni che vanno in questa direzione. Il governo dovrebbe far scattare il semaforo verde al provvedimento entro la fine del mese. I tempi sono stretti. Il decreto potrebbe tornare sul tavolo dell’esecutivo venerdì, dopo il rientro del ministro dell’Economia Tria dal viaggio in Cina. Non è esclusa l’ipotesi di stralciare l’intero o parte del pacchetto made in Italy dal decreto per farne un provvedimento a parte, ad hoc. Nella strategia del ministero dell’Economia Def e pacchetto crescita sono due volti della stessa medaglia.

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