Palmucci alla difficile sfida Enit, 100 anni di storia e la reputazione da carrozzone

Se il turismo è il nostro giacimento di petrolio si può dire che l’Enit, nella sua storia secolare, lo abbia sfruttato poco e male, sprecando l’occasione di promuovere nel mondo il nostro incredibile patrimonio. La colpa non è solo dell’Agenzia nazionale per il turismo che negli anni ha sofferto fondi con il contagocce, commissariamenti, il fai da te delle Regioni e la tentazione di più di un Esecutivo di cancellarlo perché considerato un inutile carrozzone. Oggi l’Enit riparte dalla guida di un esperto conoscitore del settore: Giorgio Palmucci fresco di nomina del consiglio dei ministri, dopo i pareri favorevoli del Parlamento. A lui la sfida non facile di rilanciare l’Enit la cui reputazione «è uguale a zero», come ha detto nei mesi scorsi il ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio che lo ha indicato per questo incarico.

Il curriculum del nuovo presidente di Enit è sicuramente solido visto che come ha ricordato lo stesso Palmucci in audizione nelle commissioni Attività produttive di Camera e Senato ha alle spalle «una esperienza trentennale» nel turismo. Dopo aver lavorato come manager nel settore agroalimentare Palmucci è entrato nel 1989 nel Club mediterranee Italia come direttore amministrativo per diventarne 10 anni dopo direttore generale dei Villaggi Italia e rappresentante legale della società francese: «Ho avuto il privilegio – ha raccontato Palmucci – di avere come mentore Gilbert Trigano, fondatore del Club mediterranee quando ero un giovane direttore». Successivamente Palmucci è stato amministratore delegato e direttore generale di Hotelturist, passando in pochi anni a gestire da 15 a 27 strutture in Italia e Svizzera. Ed ha lanciato il marchio TH Resorts. È attualmente presidente di Confindustria alberghi e vice presidente di Federturismo dopo esperienze associative in Assotour e Astoi. Una lunga esperienza durante la quale ha incontrato anche l’attuale ministro Centinaio (lavorarono insieme proprio al Club mediteranee). Dopo la sua nomina ora si aspetta la scelta degli altri due consiglieri per il Cda (per le Regioni si fa il nome dell’ ex assessore al turismo dell’Abruzzo Giovanni Lolli). Sarà necessario tracciare anche una previsione di spesa e un piano di attività per dare piena operatività all’Agenzia.

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