Patrizio Oliva, il suo 2 agosto 1980: a Mosca conquista l’oro olimpico. “Spero di aver regalato agli italiani un briciolo di felicità”


Patrizio Oliva, il suo 2 agosto 1980: a Mosca conquista l’oro olimpico. “Spero di aver regalato agli italiani un briciolo di felicità” 

La XXII edizione dei Giochi Olimpici si sarebbe conclusa il giorno successivo con la cerimonia allo Stadio Lenin di Mosca. L’appuntamento di Patrizio Oliva è previsto nel pomeriggio: il pugile napoletano si gioca la medaglia d’oro dei superleggeri. È il 2 agosto 1980 e l’Italia quel sabato si è svegliata sconvolta, in mattinata è scoppiata una bomba alla stazione ferroviaria di Bologna, un attacco dinamitardo devastante che ha causato 85 deceduti e 200 feriti, lasciando una ferita nel nostro Paese, mai più rimarginata neanche a quarant’anni di distanza. A Mosca la notizia ovviamente arriva, ma i mezzi di comunicazione non sono quelli di oggi. Lo staff che ruota attorno a Oliva in Unione Sovietica viene a conoscenza del fatto tragico. Attraverso il pugile però preferiscono non entrare nei dettagli di quanto è accaduto. “Non lo sapevo – dice Oliva a ilfattoquotidiano.it – mi dissero della strage di Bologna appena dopo la finale. Con la mia vittoria spero di aver regalato agli italiani un briciolo di felicità in una giornata tanto brutta”.

E pensare che Oliva, premiato pure attraverso il titolo di miglior pugile olimpico, riconoscimento che per l’Italia aveva preso in precedenza solo Nino Benvenuti nel 1960, rischiò di non combattere nemmeno. L’aneddoto della sauna è raccontato pure in “Patrizio vs Oliva”, show teatrale che racconta la storia del pugile e che vede Oliva come attore principale nella parte di se stesso. “Dovevamo fare un prepeso prima di…

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