Pedofilia, da Spotlight al cardinale “spretato”. La sfida di Francesco

Per tutti è il caso Spotlight, il film del 2015 che ha raccontato l’indagine giornalistica – che valse un premio Pulitzer – sugli abusi sessuali su minori nella diocesi di Boston, 70 sacerdoti colpevoli dell’infame reato di pedofilia e li loro cardinale, il potentissimo e rispettato Bernard Law, che li copriva. La bufera travolse la città simbolo del cattolicesimo americano e l’intera chiesa americana, sconvolta da un altro maxi scandalo, a Los Angeles, che aveva riguardato 221 preti. Lì fu pagato il più grosso risarcimento che si ricordi nella chiesa: 660 milioni di dollari a 508 vittime. A Roma si apre nelle prossime ore il summit voluto dal Papa sulla pedofilia, ultima tappa di un lungo e doloroso percorso, che ha visto negli Usa l’epicentro mondiale degli abusi su minori nella chiesa, dove i cattolici sono quasi 70 milioni, la maggiorana relativa della popolazione. Usa. Ed è da lì che partono sia gli attacchi più duri (dalla destra conservatrice) al pontificato di Francesco, che ad oggi è il Papa che più di altri ha preso di petto questa tragedia, sulle orme del suo coraggioso predecessore Benedetto.

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