Pedofilia, la Chiesa: denunciare (dove possibile) gli abusatori ai magistrati

Arriva da un americano, il cardinale Blase Cupich di Chicago – ormai di fatto il plenipotenziario del Papa nella Chiesa degli Usa, a lui in larga ostile da posizioni conservatrici – la proposta più operativa fino ad ora formulata in campo di lotta alla pedofilia nella Chiesa. Nella sua relazione all’assemblea dei 190 tra porporati e vescovi, Cupich ha messo giù una bozza procedura “penale”, che non mira alla creazione di un tribunale ma piuttosto dell’applicazione dei principi del Motu Proprio del 2016 del Papa “Come una madre amorevole”. Inoltre nella ‘road map’ in 21 punti consegnata da papa Francesco ai partecipanti al summit in Vaticano sulla protezione dei minori, viene detto: “Informare le autorità civili e le autorità ecclesiastiche superiori nel rispetto delle norme civili e canoniche”. Insomma, laddove possibile (si escludono i paesi governati da regimi illiberali) si dovrà andare dai magistrati appena la notizia di reato è certa o comunque fondata.
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Coinvolgimento dei laici nella fase di ricevimento delle denunce
Anzitutto si fissa regole a libello di conferenze episcopali nazionali per condurre le indagini dei vescovi, dovrebbero coinvolgere e consultare esperti laici in accordo con il diritto canonico e fare riferimento al Metropolita (arcivescovo che preside una provincia ecclesiastica) , il tutto senza pregiudizio per l’autorità della Santa Sede. Inoltre i meccanismi per presentare denuncia di abusi o maltrattamenti nei confronti di un vescovo dovrebbero essere trasparenti e ben noti ai fedeli. Dovrebbe essere prestata attenzione alla creazione di meccanismi di segnalazione indipendenti, sotto forma di una linea telefonica dedicata o un servizio di portale web per ricevere e trasmettere le accuse direttamente al Nunzio Apostolico, al Metropolita del vescovo accusato o, se necessario, al suo sostituto e a qualsiasi esperto laico previsto dalle norme stabilite dalle Conferenze Episcopali. Il coinvolgimento di esperti laici per offrire assistenza da ora in avanti diventa necessario per il bene del processo e il valore della trasparenza. Dovrebbero essere stabiliti altri requisiti e procedure per riferire alle apposite autorità ecclesiastiche da parte dei
membri del clero che siano a conoscenza della cattiva condotta di un
vescovo.

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