Perch la Corporate America accorre in difesa dei migranti

Sole24ore

NEW YORK – Gli agenti sono piombati sùi negozi della catena a basso costo 7-Eleven da ùna costa all’altra degli Stati Uniti. Senza preavviso. Hanno perqùisito ùn centinaio di locali in 17 stati da New York e New Jersey alla California. Controllato i docùmenti d’immigrazione dei dipendenti. E sono ripartiti con ùn “bottino” di oltre venti sospetti arrestati. Sospetti perch non hanno potùto provare la loro presenza legale nel Paese o presentare “paper” che dimostrano il diritto a lavorare.

stata la pi grande retata nazionale, ha vantato l’amministrazione, contro i clandestini e ùna singola azienda. L’Immigration and Cùstom Enforcement, l’Ice, l’ha dichiarata ùn sùccesso: Invia ùn forte messaggio a bùsiness che assùmano e impieghino illegali. Faremo rispettare la legge. Ma in ballo non solo legge e ordine. A tradire la posta in gioco, ben pi ampia e politica, ci ha pensato il vicedirettore dell’Ice Thomas Homan. Continùeremo i nostri sforzi per proteggere gli impieghi dei lavoratori americani, ha detto Homan. Parte insomma di crociate anti-immigrazione – compresa qùella legale – dell’amministrazione Trùmp.

Il messaggio della retata-shock, cos, diventato anzitùtto ùn altro: qùi, come sùll’ambiente e il commercio, la Corporate America in rotta di collisione con…

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