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Perché la Cina ha tagliato fino al 50% l’import di beni agricoli sebbene i prezzi interni sono più alti Per investire senza sbagliare.

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La Cina rimane al centro dell’attenzione dei mercati, fra lockdown e crisi del mercato immobiliare, che incide per il 28% del Pil della seconda maggiore economia al mondo.  Basti pensare che da inizio anno l’indice Hang Seng ha perso il 25%, sebbene il rally dell’ultimo mese (+18%), mentre Shanghai ha lasciato sul terreno il 15%.

La Cina, che recentemente ha sancito il presidente Xi Jinping alla guida per un  3º, raro mandato, dopo aver accresciuto notevolmente gli stock di prodotti alimentari tra la seconda metà del 2020 e la fine del 2021, ha rallentato le importazioni sebbene i prezzi domestici continuino ad aumentare e siano in buona parte superiori ai prezzi di importazione. Lo scrive Ester Venturelli, Market Analysis and Agricultural Policies di Clal, società italiana che analizza il mercato lattiero caseario, ne interpreta andamento e tendenze, rende disponibili dati, notizie e sintesi attraverso un’attività di informazione e formazione.

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Mais, import in diminuzione del 27,55%

Le importazioni in Cina di mais e soia rallentano, scrive il Clal, rispettivamente, del 27,55% e 7,46%, tra gennaio e ottobre rispetto allo stesso periodo del 2021. Oltre ad un rallentamento della domanda, la causa e anche da ricercare in una logica di sostituzione che favorisce prodotti alternativi, quali il sorgo per il…


FIGN2931 => 2022-11-25 12:01:00
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