Petrolio: Arabia e Russia vicine a compromesso su estensione tagli (DJ)


L’alleanza dei Paesi produttori di petrolio capeggiata dall’Arabia Saudita e dalla Russia sarebbero vicina a un accordo per estendere i tagli alla produzione di greggio fino al 1* settembre, mentre le economie globali stanno cercando di riprendersi dopo lo shock innescato dalla pandemia di coronavirus.

Lo hanno riferito al Wall Street Journal alcuni funzionari dell’Opec, puntualizzando che l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e i suoi alleati, guidati da Mosca, starebbero inoltre discutendo se anticipare dal 9-10 giugno a giovedì la videoconferenza per discutere i tagli futuri alla produzione.

Il gruppo dei 23 Paesi produttori, noto come Opec+, ha concordato ad aprile di ridurre l’output di 9,7 milioni di barili al giorno, a seguito di un forte calo della domanda mondiale di oro nero a causa della pandemia di Covid-19.

Il patto attuale prevede che i tagli alla produzione di riducano a 8 milioni di barili al giorno dal 1* luglio fino alla fine dell’anno, ma l’Arabia Saudita vorrebbe mantenere l’ammontare della sforbiciata a 9,7 milioni, mentre la Russia vorrebbe un alleggerimento dei tagli dal 1* luglio, sempre secondo quanto riferiscono i funzionari del cartello.

Le controparti sarebbero vicine a un compromesso che prevede il mantenimento del taglio da 9,7 milioni di barili al giorno fino al 1* settembre.

Riad, che ha bisogno di prezzi del petrolio a 84 dollari al barile per coprire le spese, vuole continuare a spingere i prezzi al di sopra dei livelli attuali a 35 usd, mentre Mosca, a cui basterebbe un livello intorno ai 40 al barile, ritiene che la domanda si stia riprendendo più rapidamente del previsto poiché diverse aree in Cina, in Europa e negli Stati Uniti stanno allentando le misure di contenimento del coronavirus che avevano affossato la domanda di greggio, hanno puntualizzato infine i delegati dell’Opec.

alb

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