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Pfizer, quasi 120 milioni per l’app che rileva il Coronavirus con un colpo di tosse

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Pfizer, alla fine, ha formalizzato l’acquisto, sborsando quasi 120 milioni di dollari, della piccola società australiana di assistenza sanitaria digitale ResApp che ha sviluppato un’app per smartphone in grado di diagnosticare il Coronavirus analizzando il suono della tosse.

Il gigante farmaceutico, attraverso la sua controllata australiana, aveva proposto gia il passato aprile una intesa per acquisire la società per quasi 100 milioni di dollari australiani, circa 74,2 milioni di dollari, e ora l’operazione e conclusa.

ResApp Health da una dozzina d’anni utilizza algoritmi di apprendimento automatico per esaminare le registrazioni della tosse e dei suoni respiratori di una persona per determinare l’estensione di un’ampia gamma di malattie respiratorie tra i quali polmonite, asma, bronchite e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Poi, nel 2020, con l’epidemia il team ha rapidamente incorporato nella sua tecnologia di riconoscimento della tosse anche le diagnosi di Coronavirus. E all’inizio di quest’anno sono arrivati i primi dati di uno studio pilota, dal quale e emerso che il sistema e in grado di rilevare con precisione il 92% dei casi positivi di Coronavirus, solo dal suono della tosse. Il sistema ha anche registrato un’elevata specificità (l’80%), il che significa che solo 2 persone su 10 sottoposte a screening hanno ricevuto risultati falsi positivi.

Il programma di ResApp, nominato ResAppDx, ad agosto di quest’anno ha gia ricevuto il marchio CE per l’uso in Europa ed e stato autorizzato dalla Therapeutic Goods Administration australiana.

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