Pil: Confcommercio, dato peggiore delle attese


E’ un dato leggermente peggiore delle attese (-0,3% contro -0,2% dell’ultima congiuntura Confcommercio) che se fosse confermato costituirebbe la più grave contrazione congiunturale dell’attività economica dall’inizio del 2013. Al di là delle correzioni che potranno essere apportate, si tratta dell’ennesima conferma di una perdurante fase di stagnazione dalla quale si può uscire solo con un recupero della produttività sistemica. Questo il commento dell’Ufficio studi di Confcommercio alla stima preliminare sul Pil nell’ultimo quarto del 2019 diffusa oggi dall’Istat.

In considerazione dell’assenza di concreti segnali di miglioramento del quadro congiunturale e dato il trascinamento negativo ereditato, le prospettive per il 2020 delineano una variazione del Pil (+0,3%) non molto migliore di quella dell’anno che si è appena concluso (+0,2%). Questa condizione accresce le difficoltà di riduzione dei principali rapporti di finanza pubblica e rappresenta un vincolo a qualsiasi progetto di riforma strutturale, compresa quella fiscale. Per la stessa ragione, tali progetti sono ancora più urgenti. Per ottenere concreti risultati, a questo punto è davvero necessario un impegno straordinario da parte di tutte le componenti della società.

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