Privacy, via le tracce dei reati dalle banche dati dopo 20 anni

Un uomo di mezza età si aggira con fare sospetto davanti a una scuola. Una, due, più volte a settimana. Genitori in allarme, si teme un pedofilo: scatta la segnalazione alle forze dell’ordine. Gli agenti lo fermano ma in banca dati non ci sono precedenti. In assenza di reati nulla possono fare. Neanche allontanarlo. In realtà il soggetto da giovane aveva avuto una condanna per pedofilia. Ma dopo 25 anni è stata cancellata dagli archivi informatici del Viminale.

L’allarme da giorni tra i tecnici della Polizia di Stato
Il caso per ora è ipotetico. Ma probabile: delineato tra gli addetti ai lavori dopo lo studio del regolamento attuativo, in corso di approvazione, delle norme sulla privacy per la banca dati delle forze dell’ordine. La questione riguarda anche l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza: lo Sdi (sistema di indagine) è interforze, il Ced (centro elaborazione dati) collocato presso la direzione centrale Polizia criminale del dipartimento Ps guidato da Franco Gabrielli. Le norme in arrivo fissano una durata di conservazione dei dati di polizia nello Sdi: nei casi più gravi, 25 anni. Poi sono cancellati. Senza nessuna possibilità di recuperarli.

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