PUNTO 1-Ynap, socio Richemont lancia Opa a 38 euro e punta a delisting

(Aggiunge dettagli)

di Claudia Cristoferi

MILANO, 22 gennaio (Reuters) – Richemont, principale azionista di Yoox Net-a-Porter, ha lanciato un‘offerta pubblica di acquisto sul 100% del capitale a 38 euro per azione, pari a un premio del 25,6% sulla chiusura di borsa di venerdì, valorizzando la società leader nell‘ecommerce del settore lusso più di 5 miliardi di euro.

Il fondatore e Ceo Federico Marchetti si è già impegnato a consegnare la propria partecipazione e ha dichiarato di voler mantenere il suo impegno nella società destinata al delisting.

Dopo una iniziale difficoltà a fare prezzo, il titolo sale a fine mattina del 24,2% a 37,6 euro avvicinandosi al valore d‘Opa che i broker giudicano corretto.

Richemont è entrato nel capitale di Ynap con la fusione nel 2015 tra Yoox e Net-a-Porter, della quale era azionista di controllo; oggi ha il 48,9% di Ynap tra azioni ordinarie (25% del capitale ordinario) e azioni speciali senza diritto di voto.

L‘obiettivo, dice una nota del gruppo svizzero che possiede marchi come Cartier, Van Cleef & Arpels e Piaget, è rafforzare l‘impegno nel canale digitale e supportare finanziariamente la crescita di Ynap che avrà bisogno di “continui investimenti” per vincere le sfide di un mercato sempre più competitivo.

La mossa di Richemont ha lasciato piuttosto sorpresi gli analisti e d‘altronde l‘operazione è stata sostanzialmente approvata da Ynap con un Cda che si è riunito ieri (domenica) e che ha concesso una deroga allo standstill che impediva agli svizzeri di acquistare altri titoli fino al prossimo ottobre.

Secondo Credit Suisse, Richemont potrebbe aver visto in Ynap soprattutto un‘opportunità di investimento e il management del gruppo italiano avrebbe apprezzato la possibilità di accelerare i suoi piani di integrazione senza l‘obbligo – sottinteso per tutte le società quotate – di dare la priorità ai margini e ai risultati trimestrali.

Citi ci vede invece una ragione essenzialmente strategica perché Richemont punta così a sviluppare l‘imprescindile settore e-commerce portando in casa società “native digitali”.

Exane Bnp Paribas sottolinea con qualche perplessità che Richemont ha fuso la sua Net-a-Porter con Yoox solo tre anni fa con una valutazione implicita del gruppo di 3 miliardi di euro e ora se lo ricompra a più di 5 miliardi. Il broker ricorda allora le ambizioni extraconfine dei giganti cinesi Alibaba e Tencent e si chiede se gli svizzeri non abbiano rilevato Ynap per poi procedere a una mega-cessione.

Al di là delle interpretazioni, non si può non ricordare i frequenti rumour che hanno sostenuto il titolo nei mesi passati e che ipotizzavano un interesse per Yoox di altri operatori del settore, Alibaba in particolare. Contesto che non può far escludere a priori la possibilità di una mossa preventiva in chiave difensiva.

Intanto sappiamo che Ynap continuerà ad essere gestita in modo distinto, restando una piattaforma neutrale per i marchi del lusso, con sede in Italia.

Il corrispettivo massimo dell‘offerta lanciata sul 75% del capitale ordinario è di 2,69 miliardi, che salgono a 2,77 in caso di esercizio delle opzioni di stock option esistenti.

Marchetti, fondatore di Yoox e artefice dell‘integrazione con Net-a-Porter, ha sottolineato in un tweet che l‘offerta valorizza la società 5,3 miliardi di euro. In una nota parla di “momento memorabile” per la società e ricorda la quotazione di Yoox nel 2009 a 4 euro per azione. “Quasi 20 anni dopo aver inventato Yoox, sono sempre più affascinato dalla magia di Ynap. La prospettiva di non possedere più il 4% del capitale azionario non cambia assolutamente il mio impegno imprenditoriale. La mia motivazione è sempre stata sognare ed innovare per i nostri clienti e questo non cambierà negli anni a venire”, dice.

Marchetti ha il 3,9% del capitale complessivo del gruppo e il 5,7% di capitale ordinario. Secondo il sito di Ynap tra gli altri azionisti rilevanti ci sono Renzo Rosso con la stessa quota di Marchetti, Mohamed Alabbar con il 3,9% del capitale ordinario e il 2,7% del capitale totale; Capital Research and Management Company con il 10,1% del capitale ordinario e il 6,9% del complessivo, Schroders con il 5% dell‘ordinario e il 3,4% del capitale totale.

I clienti Reuters possono leggere il comunicato integrale cliccando su