Quanto pesano a Strasburgo i sovranisti che Salvini vuole federare

«L’obiettivo è diventare il primo gruppo europeo, il più numeroso. Vogliamo vincere e cambiare l’Europa». Il target lo ha fissato il segretario della Lega Matteo Salvini, in occasione del lancio a Milano della “Europa del buon senso”: una sigla che ambisce a raccogliere le forze sovraniste sparse in tre gruppi a Strasburgo: Europa delle nazioni e delle libertà (al quale appartengono la Lega e il Raggruppamento nazionale), Europa delle libertà e della democrazia diretta (la famiglia di Alternativa per la Germania e del M5s), Conservatori e riformisti (che annovera non solo Fratelli d’Italia e i polacchi di Diritto e giustizia, ma anche i populisti del Partito popolare danese e dei Veri Finlandesi, i cui leader sono stati incontrati l’8 aprile da Salvini).

Far nascere questa sorta di Internazionale populista non è scontato. Il dialogo è aperto, ma ci si prepara ad andare alle urne separati, con la prospettiva di una alleanza post-voto. A pesare alla fine saranno gli equilibri interni e i rapporti di forza. Da considerare poi che il M5s (oggi dentro il gruppo Europa delle libertà e della democrazia diretta) puntano a una collocazione europea lontana dai sovranisti. E a dare vita a un loro nuovo gruppo. Sempre che trovino i 25 deputati necessari di almeno sette Paesi diversi.

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