Radioterapia, obsoleto il 40% dei macchinari e al Sud cure peggiori

Attaccare i tumori con le radiazioni in modo preciso e con la dose più opportuna, per un trattamento sempre più personalizzato e proteggendo i tessuti sani. E’ la mission principale dell’innovazione nella radioterapia oncologica. Con alcuni obiettivi: minore tossicità, sicurezza, costo-efficacia e soddisfazione del paziente. Tutte carte che si possono giocare solamente con apparecchiature non più longeve di 8/10 anni. Ma oggi, si stima che circa il 40% delle macchine in dotazione dei centri italiani sia da sostituire, soprattutto nelle regioni Sud. È questo il dato fotografato dal report dell’Istituto per la competitività (I-Com) su “Innovazione nella radioterapia. Analisi degli impatti sul SSN in termini di qualità, organizzazione e sostenibilità di sistema”.

Il ministero sblocca 100 milioni per il Mezzogiorno
Alla luce di questo quadro, è quindi potenzialmente un toccasana lo sblocco – il 14 febbraio scorso da parte del Ministero della Salute – di 100 milioni di euro per la riqualificazione e l’ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologica del Sud Italia, in attuazione del dm del 6 dicembre 2017. A patto che le scelte su quale innovazione investire – sottolinea lo studio I-Com – siano effettuate sulla base di un solido “health technology assessment” e tenendo conto del livello strutturale di partenza e del know how del personale, per scongiurare il rischio dell’ennesima “cattedrale nel deserto”.

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