Reddito cittadinanza, 15 atti per il decollo: da Inps a controlli

Non solo la convenzione con Caf e il modulo per la domanda, da predisporre da parte dell’Inps entro il primo marzo. Per rendere pienamente operativa la macchina del reddito di cittadinanza saranno necessari almeno altri 15 atti, tra decreti attuativi, a partire da quelli su piattaforme web e monitoraggio delle spese, e intese con le Regioni, dai navigator ai Patti per il lavoro. Tutta da costruire anche la struttura dei controlli, per la quale servirà coinvolgere il Garante della Privacy e, con apposita convenzione, la Guardia di Finanza. Alcune norme secondarie erano già previste dal testo originario del decretone, altre sono state aggiunte nel primo passaggio al Senato, a partire da quelle legate alla tutela della privacy.

Alcune norme non sono “obbligatorie” ma eventuali, come la possibilità, con decreto attuativo, di aggiungere tipologie di spese che si possono sostenere con il reddito – rispetto a quelle già previste dalla carta acquisti – o di modificare l’entità dei prelievi di contanti. O ancora le modalità per presentare la domanda assieme alla dichiarazione sostitutiva unica. Per consentire l’accesso dei cittadini alla Dsu precompilata è previsto comunque un ulteriore decreto attuativo, sentiti Inps, e Garante.

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