Reddito di cittadinanza: le Poste temono disfunzioni. Vigilanza negli uffici postali

A poche ore dal fischio d’inizio del reddito di cittadinanza, con i richiedenti che da domani si potranno presentare presso gli uffici postali o i Caf – sempre che non decidano di fare la domanda online – per avere il sostegno al reddito, Poste Italiane, tramite l’ad di Postepay Marco Siracusano, sottolineano di essere pronte, ma aggiungono anche che dal giorno uno non si possono escludere disfunzioni. Intanto i responsabili della pubblica sicurezza si stanno attrezzando per contenere o fronteggiare eventuali problemi. Al Viminale non c’è allarme generale o specifico: la questione sarà affrontata sul territorio. Ma i numeri delle persone in fila, potenziali incomprensioni o discussioni e il rischio in concreto di disordini, da mettere sempre nel conto, sono tutti fattori sul tavolo dei decisori dell’ordine pubblico.

Poste: «Pronti a operazione ma non escludiamo disfunzioni»
Nell’audizione alla Camera di fronte alle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali – il decretone reddito di cittadinanza – quota 100 è all’esame di Montecitorio, dopo il primo via libera del Senato – Siracusano ha suggerito dei «turni per lettera», in ordine alfabetico, per presentarsi allo sportello a fare domanda del reddito di cittadinanza. Per evitare che domani e nei prossimi giorni si determini un’affluenza eccessiva di richiedenti, verrà esposto negli uffici postali un avviso con la comunicazione di un calendario suggerito. Poste Italiane gestirà l’accoglimento delle domande, che inoltrerà per via telematica all’Inps, e l’emissione delle carte per il beneficio. Non entrerà nel merito della verifica dei requisiti richiesti, né potrà dare informazioni sull’esito della pratica. In ogni caso, il riconoscimento del beneficio da parte dell’Inps avviene entro la fine del mese successivo alla trasmissione della domanda.

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