«Referendum propositivo e taglio parlamentari? Obiettivo è scardinare democrazia»

«La riduzione del numero dei parlamentari? Non ho nessun pregiudizio negativo, dal momento che io stesso nella passata legislatura ho presentato un disegno di legge che prevedeva la riduzione del numero dei parlamentari nella stessa misura della proposta che il Senato ha votato il 7 febbraio. Così come è corretto notare come già la riforma costituzionale proposta dal Pd e bocciata al referendum del 4 dicembre 2016 prevedeva l’introduzione nel nostro ordinamento del referendum propositivo. Ma con il risultato elettorale del 4 marzo scorso il quadro politico si è radicalmente modificato e l’Italia è passata da una prospettiva democratica di ammodernamento delle sue istituzioni all’annuncio di un radicale sconvolgimento della democrazia parlamentare».

A lanciare l’allarme sul “combinato disposto” delle due riforme costituzionali targate M5s all’esame del Parlamento – il taglio del numero dei parlamentari, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori, ha avuto il primo via libera in Senato mentre proprio in queste ore il Ddl che introduce il referendum propositivo è all’esame dell’Aula della Camera – è un senatore di lungo corso come Luigi Zanda, già capogruppo a Palazzo Madama nella scorsa legislatura. «Bisogna sapere qual è l’obiettivo finale delle due riforme – si chiede e chiede Zanda -. Che cosa significa democrazia diretta?».

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